Diario dal corona virus 1


Il divano è un posto comodo da dove osservare il mondo che si ferma.

Si ferma fisicamente ma non mentalmente.

Guardi e sorridi, nel vedere come chi è più pauroso, chi più errante, chi arrogante, egoista, esigente, divertente, incoerente, ecc..

Oggi un video ha attirato la mia attenzione.
L’arroganza l’ha fatta da padrona.

Due carabinieri fermano dei ragazzi che camminano per la strada anche se le regole che ci sono ora lo impediscono.

Uno di loro inveisce contro le forze dell’ordine che mantengono una calma a dir poco surreale.

Se ero io al posto del carabiniere, gli avrei dato un bello schiaffone a quel ragazzino.

Poi lo ammanettano, e lo caricano in auto dove il giovane urla, sbraita, bestemmia, tira calci.

Osservo per ben due volte questo filmato, per riuscire a comprenderne il significato.

Questa forma pensiero preistorica, di voler avere ragione a tutti i costi anche se sai di essere in torto per avere la supremazia sull’altro.

Quindi urli, gonfi i petto nel cercare di far vedere che sei più grosso e grande di colui con il quale hai cominciato il teatrino. Incattivisci lo sguardo e provochi, provochi , per riuscire a farlo cadere nel tuo tranello portandolo a comportarsi come te, per poter poi dire che anche lui era aggressivo che ti sei dovuto difendere.

Alla fine quando vedi che lui resta impassibile, allora tutta quella energia la sfoghi urlando più forte e calciando agitandoti come un barman fa con lo shaker per un cocktail.

La quarantena è una cattività forzata.

Qualcuno dice che i governi ci stanno prendendo in giro per poter sottomettere i popolo e renderlo ancora più schiavo.

La democrazia ha dimenticato che le regole non ledono la tua libertà ma l’amplificano.

Senza regole regnerebbe l’anarchia.

Tante menti differenti devono avere regole certe per non ledere nessuno.

I popoli vanno governati, non lasciati allo sbaraglio.

Vera o finta che sia questa epidemia, se vivi in una società con tante menti, ti attieni alle regole che ti vengono imposte, quando si tratta di un bene comune. A volte le trasgredisci, per sentirti più libero, ma a volte questa libertà può essere deleteria .

Facciamo un piccolo esempio. Il nostro corpo è fatto di cellule. Affinché tutto l’organismo funzioni bene, ogni cellula farà diligentemente il suo lavoro. Poi una cellula si stufa e pensa che vuole cambiare il suo metodo di lavoro, o di passare il tempo libero.

Quindi cambia, si trasforma, i globuli bianchi cercano di contrastarla, per il bene di tutto l’organismo, ma lei ha fatto in modo che altre cellule seguissero la sua idea .

Ed ecco che il bene comune cade in secondo piano, e l’organismo deve combattere contro un tumore, il quale non si rende assolutamente conto che porterà alla morte l’organismo del quale fa parte, preso com’è a seguire la sua libertà.

Ecco la metafora del video che ho visto oggi.

Questi giovani, che infrangono delle regole, le forze dell’ordine riescono a contenerle, per ora l’organismo viene salvato, ma domani chi lo sa.

Credo che a Bergamo e nord Italia in generale si stia cercando di arginare questo “tumore”, e con le regole anche molto ristrette, di contenere queste “cellule” impazzite.

Poi, chissà, magari questi sono i vaneggiamenti di una mente chiusa in quarantena forzata.

Neanche farlo a posta, anche oggi una bella giornata di sole, calda primaverile, che ti invoglia ad uscire.

Vero campo di forza, questo cielo azzurro, il profumo dell’aria.

Anche oggi farò leva sulla mia pigrizia, che sia più determinata della mia voglia di andare, facendomi restare a casa, magari guardando un film.

C’è una canzone che ascolto spesso in questo periodo , di Emma: comunque andare.

Così per sognare, e vedermi mentre vado quando tutto questo sarà finito. Mentre il mio corpo è fermo la mia mente va, va ovunque vuole.

A buon sognatore poche parole.

Il forte è colui che è paziente, umile, non l’arrogante.

Buona giornata a tutti.

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