Diario dal corona virus 90


E con la pagina 90 del corona virus, abbiamo fatto tombola.

In questi novanta giorni abbiamo sentito parlare di numeri di ogni genere. Dalla protezione civile, per contagiati e deceduti, dal presidente Conte per le cifre incredibili di denari fantomatici, di numero di decreti, leggi, particelle, comma e chi più ne ha più ne metta.

Questo corona virus è stato e continua ad essere come la tombola natalizia in famiglia.

Immaginatevi questa scena. Pranzo di Natale.

Il nonno Mattarella prende il tabellone della tombola. La apre sulla tavola dove sono rimasti solo bottiglie e bicchieri del pranzo.

Guarda i parenti tutti con la pancia piena e un po’ sonnecchianti.

– Ragazzi è ora della tombola. –

Il piccolo Di Maio entusiasta, prende le cartelle da distribuire a tutti i parenti, facendosi pagare un euro per ogni cartella.

Lo zio Renzi un po’ seccato. ne acquista dieci e pretende anche la penna rossa.

Poi nonna Bellanova con la sua bella messa in piega si siede stancamente accanto al caminetto e ne prende tre. Il cuginetto Roberto Speranza non vorrebbe giocare, ma il piccolo Di Maio non transige e almeno una cartella gli viene consegnata e oltre all’euro vuole anche la sua cioccolata.

La sorellina di Speranza, la piccola Azzolina intanto, ha cominciato a piangere, perché lei ancora non conosce i numeri e non può giocare. Il suo papà Zingaretti la prende in braccio per consolarla e la fa giocare con lui; quindi altre dieci cartelle.

L’organizzatore del pranzo di Natale, il cognato Conte già si sfrega le mani, consapevole che dalla vendita di tutte le cartelle, a lui resterà qualche monetina.

Invece la cuginetta Meloni assieme all’altro nonno Berlusconi cerca in vano di comperare più cartelle degli altri, però Di Maio preferisce che ne abbiano più i suoi cugini preferiti. Interviene il burbero Salvini , infastidito da questa presa di posizione del Di Maio , così, alzando un po’ la voce verso quest’ultimo cerca di farsi dare delle cartelle in più, ma Di Maio va dal nonno Mattarella per farlo sgridare.

Suonano il campanello e arrivano i vicini di casa, la giovane Sara Cunial e suo zio Sgarbi, incavolati neri perché le cartelle della tombola dovevano essere portate anche a loro e invece Di Maio aveva cercato di estrometterli dal gioco.

Arriva la moglie di Conte, che era andata un attimo al bagno. Lui si è sposato una straniera, una che viene dalla Germania, una certa Angela Merkel, che di angelico ha ben poco.

– Cosa essere tutta questa confusione. Io volere 20 cartelle e voglio anche il tabellone di Mattarella.-

Conte elegantemente cerca di fare capire alla consorte che la tradizione vuole che sia il nonno a tenere il tabellone. Lei offesa e furente allora vuole altre dieci cartelle che il marito le concede senza battere ciglio.

Sembra che siano tutti pronti seduti, quando ad un tratto, suona il cellulare di Conte, c’è una video chiamata è lo zio cinese Xi Jinping.

Tutti entrano nel panico, perché le cartelle sono sue effettivamente e Di Maio le ha vendute loro con un bel rincaro.

Nonno Mattarella esorta Conte a non rispondere, Quando dal terrazzo entra lo zio Trump.

Ebbene i due parenti esteri non si sopportano proprio. Trump prende il cellulare e manda a quel paese il cinese chiudendo la chiamata.

Ora possono giocare. Quindi tra terni, quaterne e cinquine ,a volte fasulle, i soldi accumulati girano tra una mano e l’altra senza avere una vera collocazione. Mattarella a volte estrae numeri già estratti, altre volte facendo vincere o un parente o l’alto. Poi per non far vedere che ha sbagliato, butta a terra il tabellone spingendolo con il gomito. Nel frattempo i parenti discutono animatamente sui vari numeri estratti. Trump scuote la testa consapevole che questi non vanno da nessuna parte. Il cugino cinese sa per certo che Di Maio gli manderà altri soldini da quelle cartelle.

Sgarbi è furente perché capisce l’imbroglio del gioco, con la piccola Sara che non vuole più giocare con i vicini imbroglioni.

Nel frattempo il coro natalizio canta fuori dalla porta, hanno freddo e dato che offrono il loro canto sarebbe gradito che questa famiglia gli desse qualche cosa. Questi però sono persi nei loro bisticci e nelle loro faccende che non si accorgono che il coro rimane senza voci.

Insomma questa faccenda è come una giocata alla tombola in famiglia, una gran confusione, tutti che vogliono imbrogliare perché alla fine ognuno ambisce al grosso premio finale.

Chi è al freddo e al gelo cercando di allietare questa situazione e il popolo che non viene neanche ascoltato. Un disastro.

Buona serata. Lisa

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