Diario dal corona virus 86


Il cane dorme al mio fianco, che pace in questo momento.

Fuori come al solito piove e tutto ha odore di umido.

Se fosse autunno questo tempo lo gradirei molto. Mi metterei una copertina sulle gambe e leggerei un libro, magari addormentandomi.

Invece no, vorrei ci fosse il sole per non far dormire il cane al mio fianco, ma per portarlo a camminare nei campi. Va bè, spero nella prossima settimana.

Oggi le idee languono, sul mio compagno di viaggio il caro vecchio covid 19 ne ho dette di tutti i colori. Eppure è ancora qui latente, come un felino in agguato dietro a un cespuglio.

Lo sento attorno a me, come una nube silenziosa, eppure ne senti l’odore.

Lo vedi negli occhi delle persone, nella loro mente, e tu sai perfettamente dove si nasconde, potresti stanarlo ma c’è quel cespuglio che lo protegge, pieno di spine velenose che se ti feriscono sono peggiori del covid stesso.

Allora stai all’erta, affronti la cosa da un altro lato, cercando di sfuggire al suo agguato.

La pioggia non aiuta perché ti appesantisce le vesti e il pantano ti rallenta il passo.

E’ come essere in un vicolo cieco, e non trovi una via d’uscita.

Alzi gli occhi al cielo e la pioggia ti bagna il viso, fredda, senza sentimento ne pietà.

Vedi dentro te quella candela che avevi accesa da bambina perché avevi paura del buio, e sai perfettamente che quella piccola fiammella è il tuo conforto. Attorno a te vedi altre piccole fiammelle e sai in cuor tuo che ognuna farà del suo meglio per continuare a brillare, al di là di questo covid.

L’umidità della giornata mi entra nelle ossa, ricordandomi la fragilità umana.

Che grande prova di forza tra il cuore e la mente. Tra la ragione e il proprio sentire. Eppure il covid 19 io lo sento, non lo ragiono.

Sentire con la parte più sincera di noi è difficile, perché alla fine la ragione cerca di smentire a tutti i costi questo sentire, perché il sentire richiede un cambiamento sostanziale, la ragione invece vuole che le cose dentro di te restino immutate.

Nulla rimane immutato neanche il virus a detta dei virologi.

Io non sono laureata in nulla, però nessuno mi vieta di credere che in una vita precedente io non sia stata una studiosa e di conseguenza le intuizioni che a volte ho, non siano un retaggio di qualche altra vita.

Il nostro sentire è la nostra più grande forza.

Sento che questo virus è mutevole, non mi importa chi mi dice il contrario perché io non voglio alimentare la paura ma voglio alimentare la speranza. Più le persone sono felici e più il loro sistema immunitario funziona bene.

Voglio alimentare la gioia, voglio vedere i sorrisi per le strade.

Quindi esercizio per domani.

Mi sveglio e sorrido.

Preparo il caffè e sorrido.

Arrivano i clienti e sorrido.

Vado a dormire e sorrido.

Buon sorriso a tutti. Lisa

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