Diario dal corona virus 84


Chissà perché mi ostino a scrivere questo diario, anche se sono stanca, dopo una lunga giornata di lavoro?

Eppure qualche cosa mi spinge a fermarmi, chiudere la porta di casa, creare il silenzio attorno a me e digitare sulla tastiera parole su parole che formano frasi che danno voce ai pensieri.

Intanto immagino di essere al posto del presidente Conte, mi illudo di essere migliore di questo uomo, forse perché conosco le difficoltà della vita. Poi rinnego questo pensiero perché non vorrei avere sulle spalle il futuro della mia nazione.

Come potrei, conosco a malapena la storia e la geografia, di lingue straniere non so nulla, la matematica è sempre stata un’opinione, quindi cosa potrei mai riuscire a fare.

Vedo su un video questo uomo ben vestito, che cammina con la scorta, mentre si avvia verso un drappello di persone che lo attendono. Sembra all’inizio che vada incontro a dei complimenti, aumento l’audio e invece va incontro ad un sacco di insulti.

Ammetto che sono imbarazzata. Chissà se ero io al suo posto il popolo mi avrebbe fatto la stessa accoglienza.

Dietro la mascherina, intravvedo lo sguardo di Conte dispiaciuto, leggermente offeso.

Poi, quando si ferma a parlare con un cittadino, tira giù un po’ la mascherina, e vedo l’espressione del volto che non coincide con quella dei suoi occhi.

Si mette la maschera dell’avvocato, l’espressione e quella accusatoria verso il cittadino, ma il volto paffuto di quest ultimo, rimane fiero nella sua espressione coerente con la sua persona. La richiesta è semplice, vuole il lavoro, non redditto di cittadinanza, che è troppo poco per campare.

Il lavoro è la dignità per ogni uomo. Eppure questo bel presidente, rimane apparentemente impassibile, dalle risposte logiche eppure legittime di un cittadino in difficoltà.

Intanto gli altri manifestanti continuano a denigrare e insultare Conte.

Rimango delusa dal fatto che Casalino resta in disparte, non prende le difese del presidente Conte. Lascia che le guardie del corpo tengano lontani i cittadini, eppure nessuno del suo gruppo prende le sue difese.

Solo, in mezzo ad una folla urlante, le spalle si curvano leggermente, se non guardi almeno un paio di volte il video non lo noti.

Osservo questo uomo in solitaria, messo alla gogna, e i suoi compagni di lavoro che non dicono nulla. Ecco che entra in me il cavaliere errante che salva i più deboli.

Vorrei prendere il presidente Conte per mano e tirarlo via dalla quella situazione imbarazzante. Vorrei dirgli che andrà tutto bene e che presto la gente dimenticherà di averlo denigrato e insultato. Ma lui non è in una scuola, dove ogni anno prima o poi gli alunni cambiano, lui è al governo e presto o tardi gli verrà rinfacciato ogni suo errore, mentre chi lavora con lui ne uscirà sicuramente pulito.

Mi dispiace per questo uomo, che forse era più sereno prima di questa avventura nel palazzo più difficile del mondo, forse credeva di riuscire a essere l’avvocato del popolo e invece è diventato l’imputato del popolo, il capro espiatorio di un governo che non riesce a prendere decisioni concrete.

Se vorrei diventare premier? Certamente, ma vorrei essere ricordata come persona giusta e non come persona insultabile ( poi è meglio che resto a casa a leggere romanzi, che leggere leggi e cavilli non fa per me).

Guardo questo video e mi si stringe il cuore, immaginate quanto sarebbe stato bello per lui che quel gruppo di persone lo stessero aspettando per ringraziarlo, che bella immagine avrebbe avuto il nostro paese, che ricordi meravigliosi anche se in un periodo storico così complesso e surreale.

Non amo Conte, speravo, forse, in questa persona che si presentava bene anche all’estero.

Peccato che il suo gruppo lo stia usando per i loro scopi alquanto poco chiari, forse era partito con sai principi, forse lo hanno illuso, fatto sta che gli insulti non piacciono a nessuno.

Resto in attesa, per capire cosa accadrà in futuro, che fine farà anche questo uomo messo lì a governarci. Io andrei alle elezioni subito per legittimare il governo che vincerà i voti, perché non è giusto che uno sconosciuto rappresenti lo stato italiano. Non è giusto che un uomo solo, si sobbarchi tutto questo onere se non richiesto dal popolo stesso.

Spero di non vedere più gruppi di persone insultare direttamente qualcun altro, anche se la vedo dura, perché la gente è stanca non ha risorse e questo provoca non poco malcontento.

Ciò che semini raccogli. Per ora Conte raccoglie insulti. Se solo avesse avuto l’umiltà di abbassare la testa e chiedere scusa per la non riuscita delle sue iniziative, se solo avesse rincuorato il cittadino invece di cercare di screditarlo. Avrebbe ricevuto qualche punto a suo favore. Invece la paura di sembrare debole, ha messo in luce tutta la sua debolezza e la sua solitudine.

Casalino è stato una vergogna, perché a parer mio doveva stare accanto a Conte in un momento non proprio roseo, invece restava nelle retrovie. Se mi è venuto a me il desiderio di difendere Conte, la dice lunga sul comportamento di chi era con lui.

Avanti tutta e speriamo bene.

Buona serata Lisa

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