Diario dal corona virus 8


L’ 8 è visto anche come l’infinito.

Credo che nulla avviene per caso, quindi anche questo numero ha la sua valenza, ha un motivo di essere in questo venerdì. In genere il fine settimana si tirano i conti. Non li tirerò questa sera a eventi accaduti, ma li tiro ora, quando tutto deve ancora accadere.

Hanno annunciato che oggi, papa Francesco, pregherà sul sagrato di San Pietro, da solo.

E’ un’immagine che continua a presentarsi nella mia mente. Questo povero vecchio che con la volontà che gli rimane, abbassa il capo per chiedere aiuto a quel Dio, con la speranza di un miracolo, perché la chiesa in questi ultimi 100 anni ha perso molti punti. La gente, ingannata dal benessere e dalla tecnologia, ha dimenticato come pregare, ha dimenticato Dio. Questo papa si porta sulle spalle il fallimento e l’incoerenza di questa chiesa, che predica amore e misericordia e nel suo interno aleggino quei vizi capitali quei peccati che Dio ha da sempre condannato.

La lussuria verso le creature più deboli, la superbia, intesa come ostentazione di una verità e un sapere della quale neanche lei ha certezza. L’avarizia, questo accumulare ricchezze che a stento riversa verso i suoi stessi addetti chiedendo elemosine sempre al fedele ultimo, in genere il più umile e povero.

Ho descritto i limiti massimi di questa chiesa, perché come tutte le cose degli uomini, è indotta in tentazione. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Non a caso la prima pietra della chiesa è Pietro. Colui che ha rinnegato il Cristo per ben tre volte. (quando guardiamo il numero 3, se dovessimo chiudere la sua forma si tramuta in 8….l’infinito). La chiesa è stata costruita da un codardo, che non ha avuto il coraggio di dire la verità, per paura di essere messo alla gogna, neanche per salvare il suo più caro amico e maestro Gesù.

Perché è stato scelto Pietro per questo grande compito. Perché Gesù è nato per riscattare i peccatori, quindi Dio aveva il desiderio che Pietro si liberasse dalla sua codardia, per diventare coraggioso e prendersi le sue responsabilità.

Se gli uomini e donne di chiesa fossero impeccabili con i fatti e le parole, non ci sarebbe evoluzione e crescita. Nella chiesa c’è il bene e il male, come ovunque su questa terra. Spetta a noi decidere se rinnegare il Cristo oppure no. La chiesa fa tante cose buone, c’è così tanta gente umile che lavora in sordina, e ciò che passa inosservato e non fa rumore per molti non esiste. Questo è il vero dramma. Puoi essere stato impeccabile per tutta la vita, ma un solo errore non ti viene perdonato.

Siamo tutti Pietro, ogni giorno rinneghiamo il Cristo, per paura del giudizio, di essere derisi o messi in disparte.

Questo per dire che credo nel miracolo della preghiera collettiva. Si perché in casa mia il miracolo è avvenuto, in sordina, i miracoli in genere non vengono pubblicizzati, altrimenti le persone si spaventano. Nessuno sa gestire i miracoli.

Tutti quelli che mi conoscono, sanno che il mio secondogenito, ha avuto un gravissimo incidente. Non sapevamo se sarebbe sopravvissuto. So per certo che un’intera comunità di suore, amici conoscenti parenti, e chi ne ha più ne metta a pregato per lui. La forza di quella preghiera mi ha colta di sorpresa, perché sentivo una forza dentro di me, un sostegno interiore che arrivava da altrove. Mio figlio è uscito dal coma senza conseguenza.

La fede è la chiave di tutto. Il papa in questo momento storico nella sua solitudine, come un vecchio padre, con l’esempio si avvia a pregare, immaginando dietro di se tutti i suoi fedeli che intonano il Padre Nostro all’unisono assieme a lui, per far arrivare alle orecchie di Dio questo coro di voci che implorano il suo aiuto per fermare sicuramente non il covid19, ma questa assenza di fede nella quale è precipitata la nostra comunità, facendoci entrare nell’oblio della malattia, precludendoci la speranza, vedendo solo il buio e non la luce.

Ricordo che quando mio figlio era in terapia intensiva intubato, ( come ciò che accade ora nelle terapie intensive), mi sono rivolta a Dio per affidargli questo fardello che sentivo troppo pesante per me. Le preghiere della gente mi hanno sollevata, cullata e protetta in quel periodo come non mai. La mia speranza è stata alimentata dalle preghiere di tutti.

Credo proprio che oggi al di là di tutto sarò accanto a papa Francesco, per essere una di quelle tante fiammelle che accendono la luce della speranza anche di chi l’ha persa in questo periodo di incertezza e dolore. Per illuminare le scelte di chi ci governa, dare energia a chi è in prima linea, cullare e lenire il dolore di chi si ammala. Riscaldare il mondo dal gelo che lo sta avvolgendo,

L’umiltà di un uomo che prega per il bene di tutti, deve andare oltre ai nostri pregiudizi. In fin dei conti la chiesa siamo noi.

Voglio immaginarmi questo Francesco solo soletto in quello spiazzale che ad un tratto si emoziona perché sente la forza delle preghiere di ognuno di noi, così sarà il primo che potrà in mondo visione sperimentare dal vivo il miracolo della preghiera comunitaria, perché la sentirà e come se la sentirà.

E a noi? Lo sentiremo, e come se lo sentiremo. L’importante e che poi non facciamo come Pietro, rinnegando tutto per paura del giudizio.

Solo i puri di cuore potranno vedere. Siate come bambini, meravigliatevi delle emozioni, sono la cosa più reale che abbiamo, la più veritiera.

Se per caso oggi mentre pregate con il papa sentirete che vi viene da piangere, da ridere, oppure un brivido, o sentirete un profumo inaspettato, un suono, allora sta avvenendo un miracolo.

Se non sentirete nulla, allora il miracolo è già dentro di voi, nell’inconsapevolezza. Il miracolo avverrà, ne sono certa perché ci credo, è già crederci è un miracolo.

L’8 allora cosa centra? La storia è un continuo ripetersi dei medesimi eventi, e si ripetono si ripetono all’infinito….Speriamo questa volta di poterci riscattare, per non ripetere la lezione fra un centinaio di anni dal titolo: Epidemia.

Vi auguro un buon venerdì miracoloso di preghiera a tutti. Lisa

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