Diario dal corona virus 75


2 giugno festa della Repubblica Italiana, nata dal referendum istituzionale del popolo dopo la seconda guerra mondiale. Fu la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia. In seguito a questo evento re Umberto II partì per l’esilio in Portogallo.

Il 1 luglio fu nominato come primo Presidente della Repubblica Italiana Enrico De Nicola. Qui mi fermo perché la mia ignoranza storica potrebbe farmi fare brutta figura.

In effetti come sempre le feste comandate mi sono sempre piaciute, da piccola perché si stava a casa da scuola da grande …vi lascio indovinare.

Quest’anno essendo tutto surreale, anche questa festa la vivo con distacco, anche perché se già prima la sentivo poco oggi non la sento per niente.

Anche il Natale e la Pasqua hanno perso di smalto e interesse, credo ormai siamo oberati da interessi sempre più distanti dai sentimenti e dalla realtà, intrappolati dentro lo schermo di un cellulare, che ci porta inesorabilmente nel baratro della solitudine, illusi di essere amici di tutti e che tutti siano interessati a noi.

Cerco sempre di rimanere ancorata alla realtà della vita, cercando di non lasciarmi influenzare da ciò che accade dentro quello schermo.

Eppure sempre più spesso raccontiamo fatti accaduti all’interno dei chip del cellulare credendo che siano reali e intensi come ciò che si trova al di fuori di essi.

In genere prendo un libro per entrare in realtà differenti dalla mia, per dare un po’ di vita alla situazione attuale che è noiosa e un po’ appiattita da regole che ti portano a dubitare di chi ti sta accanto. Un colpo di tosse, una mascherina abbassata, sembrano tragedie da denunciare alle autorità.

Come quei giovani che festeggiavano un compleanno sul greto di un fiume con le mascherine abbassate, qualcuno ha fatto la spia, è arrivata la volante dei carabinieri e li ha multati tutti. Eppure erano all’aperto e sicuramente non così vicini come amici seduti a fare un aperitivo al bar.

Che stranezza questo nuovo mondo che invece di insegnare come stare vicini anche in periodo di pandemia, ci insegna solo a stare distanti, diffidenti l’uno dell’altra.

Poi ci sono i ribelli come me che vorrebbero togliersi la mascherina e andare ad abbracciare tutti, perché in me sento che questo virus si è indebolito, ha fatto il suo giro, ha ucciso chi credeva meglio e ora finisce di demolire altre persone in altri continenti, per poi andarsene come tutti i virus che si rispettino.

La festa della Repubblica, mi sembra un ulteriore niente di questo periodo, dove il sole con i suoi raggi uccide il virus, ma molti non sono contenti che questo sparisca, perché altrimenti come possono testare i vaccini.

La App immuni? Già google ci tiene tutti perfettamente sorvegliati, quindi il governo poteva risparmiarsi questi soldi e accordarsi questa piattaforma già ben collaudata.

Alla fine della fiera sono ancora qui che aspetto di potermi togliere la mascherina, e di correre libera nella vita.

La paura è la più grande prigione che chi ci governa ha creato per noi, per renderci docili al loro volere, poi mettiamoci vicino anche un bel senso di colpa e l’umanità è soggiogata del tutto.

Nel 1946 nasceva la Repubblica Italiana, con i suoi valori e la sua speranza nel futuro. Nel 2020 tutto questo muore a causa di un virus che ha dato un potere soprannaturale a chi ha il dovere di governarci, non di sottometterci.

Fra 60 anni io non ci sarò, però i nostri nipoti leggeranno la storia in un’altra chiave di lettura e spero che non sia così orribile come la vediamo ora. In fin dei conti la storia umana è sempre stata orribile e piena di morte e distruzione, questa volta la morte e la distruzione sono celate dietro un velo per non turbare l’opinione pubblica.

Buona festa della Repubblica. Lisa

P.S.: scusatemi, ogni tanto ho bisogno di togliermi qualche sassolino dalle scarpe, dato che lavoro in piedi e non seduto dietro qualche scrivania.

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