Diario dal corona virus 73


Cavolacci, nelle grandi città sono cominciate le proteste contro il governo.

Ovviamente ognuno ha la sua corrente di pensiero, c’è chi dici che fanno bene, altri invece dicono che queste persone sono degli ignoranti incoscienti, perché hanno fatto assembramento e si ammaleranno tutti, riportando l’Italia alla chiusura.

Non saprei cosa pensare, da una parte capisco, la disperazione di queste persone che forse non hanno neanche i soldi per prendersi da mangiare (se non riprendevo il lavoro ero anche io tra loro).

Dall’altra parte coloro che temono il virus e quindi credono sia meglio non fare proteste.

Tony Capuozzo ha detto una cosa giusta in uno dei suoi filmati, ha fatto una metafora eccellente, proponendo il video del bambino con l’orso, mentre il padre gli dava delle direttive ben precise per non fare arrabbiare l’animale.

All’Italia mancano le direttive concrete e sicure del padre, di conseguenza, ognuno è allo sbaraglio, rincorrendo i pensieri più disparati dettati dalla paura e dalla disperazione.

Oggi sono tre anni che mio padre non c’è più.

Mi manca molto, avrei voluto tanto sentire cosa avrebbe detto riguardo a questo periodo.

Sicuramente sarebbe stato molto contrariato dalla chiusura dei bar, del fatto che avevo chiuso io mi avrebbe detto di godermi il momento e di riposare.

In fine sono certa che si sarebbe seduto sulla sua poltroncina e con fare di sufficienza si sarebbe espresso così: – Cosa ti interessa, lascia che si arrangino, mandali tutti in casino.- L’ho scritto in italiano e non in friulano per non turbare le menti più deboli, perché nella nostra lingua madre è più d’impatto.

Renato, il mio papi era un uomo mite, trattava ogni persona dalla più altolocata alla più umile allo stesso modo. Mi faceva ridere spesso in negozio quando mandava i suoi clienti abituali a quel paese, perché era il suo modo di volergli bene, invece quando era gentile e affabile, sapevo che quella persona gli stava sulle scatole.

Se gli avessi detto che sarei andata a Roma a protestare, mi avrebbe guardato scuotendo la testa e non avrebbe detto nulla, lasciandomi in balia dei dubbi. Sono certa che avrebbe guardato in tv, tutte le scene del caso aspettando il mio ritorno per potermi riguardare allo stesso modo e farmi sentire ancora di più nel dubbio.

Se invece sarei rimasta a casa, mi avrebbe guardata come per dire che non prendo delle decisioni. Insomma senza tante parole, lui sperava sempre che mi facessi gli affari miei.

I padri non sempre sono come li vogliamo, ma sono persone che ci amano a modo loro, con tutta la forza del loro cuore.

Un governo dovrebbe essere un padre, che ci ama con tutta la forza del suo cuore, non lasciandosi comprare da poteri più forti del popolo stesso.

Il padre quando vede un figlio disperato si fa in quattro per aiutarlo, non resta fermo solo a parlare a promette e a illudere, un padre deve essere equo con tutti i suoi figli, non deve fare differenze.

Il governo le differenze le fa, ed ecco che cresce il malcontento e le rivolte.

Durante la rivoluzione francese, Maria Antonietta propose delle brioches al popolo dato che non avevano il pane. Mi sa tanto che ora sta succedendo la stessa cosa, solo che il governo non si accorge delle scelte che sta facendo, forse in buona fede.

Comunque sia se dopo questi assembramenti nessuno si ammala o i contagi restano invariati… possiamo dire che forse vediamo la luce in fondo al tunnel e potremmo ringraziare questi ribelli che si sono sacrificati sia perché senza risorse economiche sia per il fatto che hanno rischiato anche di ammalarsi.

Un salutone al mio papi che ha fatto la storia di Fagagna dato che lui è stato il primo parrucchiere, perché sua mamma e sua padre erano parrucchiera e barbiere. A volte le persone passano inosservate perché si danno per scontate, ma alla fine da una parte o dall’altra escono dai silenzi dei nostri cuori per poterle decantare nuovamente alla luce del sole.

Una buona domenica a tutti. Lisa

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