Diario dal corona virus 70


Diario dal corona virus 70

Ieri ho chiacchierato con una professoressa. Mi ha raccontato tutte le difficoltà della didattica a distanza. Inoltre le problematiche che si dovranno affrontare quando la scuola riprenderà.

Si parla di fare la scuola a scaglioni, alcuni ragazzi restano a casa e altri vanno in classe in maniera alternata.

Credo che questa cosa sia aberrante, i ragazzi hanno il diritto alla scuola a prescindere dalle difficoltà di covid o simili.

La scuola è il modo migliore per rapportarsi agli altri, imparare regole che aiutano a vivere serenamente nella società, non credo che l’alternanza dei giorni senza una continuità sia positiva.

Già i bambini e i giovani d’oggi vivono situazioni famigliari precarie, la scuola deve essere una certezza, una sicurezza.

La povertà scolastica è già dietro l’angolo, perché tante famiglie non possono permettersi di comperare quaderni, matite e libri. In certe città i bambini neanche frequentano la scuola, aumentando così l’analfabetismo nel nostro paese.

I miei figli sono ormai grandi e anche se hanno avuto varie problemi tra le mura scolastiche, era per loro una certezza pur non essendo amata, inoltre era il posto dove sicuramente ritrovavano i loro amici. La scuola è il laboratorio migliore in cui confrontarsi anche con insegnanti di tutti i caratteri, buoni, cattivi, giusti, ingiusti e non sempre corretti nei loro confronti. La classe era il posto migliore dove potevano forgiare il loro carattere, con tante soddisfazioni ma anche con grandi delusioni.

A scuola anche io ho avuto varie ingiustizie, ma sono quelle che mi hanno resa più forte da adulta. Una disciplina che giorno dopo giorno, ha creato la forza d’animo che mi trovo d’avere adesso.

Lo stato dovrebbe investire molte più risorse per i nostri ragazzi, per creare una scuola al passo con i tempi e alla portata di tutti anche dei meno abbienti. Una società ben istruita, rende una nazione più forte, più ricca, perché il potenziale di ogni individuo è inimmaginabile.

Rivoglio la scuola quella vera, quella che istruisce, che rende i ragazzi capaci di usare la loro intelligenza fruttando la conoscenza.

I nostri figli sono il futuro, non possiamo lasciare che il nostro futuro muoia nell’ignoranza.

Speriamo che il governo si ravveda, che ricerchi le soluzioni migliori per le persone più importanti della nostra nazione, che non chiuda le orecchie alle grida degli insegnanti, dei genitori, che vogliono rimettere in moto un tassello fondamentale per tutta la comunità.

Uno schermo non può essere una fonte di insegnamento, non si cresce da soli con insegnanti e compagni virtuali, ci vuole il confronto diretto, il contatto anche fisico tra i bambini e ragazzi, perché anche le sensazioni del corpo insegnano.

Speriamo che la scuola di qualsiasi genere riprenda il suo posto, più forte e competente di prima.

Buona giornata. Lisa

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