Diario dal corona virus 7


Amiamo silenziosamente, senza baci e senza abbracci .

Alla faccia dei friulani.
I numeri uno, i migliori cittadini italiani.
Orgogliosa, certamente, perché siamo bravi, siamo ubbidienti, ligi alle regole, pronti al sacrificio.

Mi fa simpatia questa ricerca, perché per chi conosce bene il friulano sa che è ligio al dovere.

Credo che questa restrizione domestica per noi sia come andare al lavoro. Perché per noi è un dovere anche stare a casa (sa si scugne).

Orgogliosi, anche se siamo con la merda fino al collo, silenziosamente chi con una pala, chi con un cucchiaino, chi a mani nude, comincia a spalare, senza chiedere niente a nessuno, perché il vero friulano si “rangje” si arrangia.

In effetti la parola rangje, o rangjti, cal si rangj, ha un suono come di disprezzo.

Per dire quella parola alzi un po’ il labbro, sembra che quell’atto o quella persona ti faccia schifo .

Invece in italiano arrangiarsi, si arrangia, che si arrangi, suona più melodioso, musicale.

Allora è ovvio che un friulano quando si arrangia lo fa in silenzio, perché ha la sensazione di fare qualche cosa di male, per il suono sgraziato di quella parola.

“ Mi soi rangjât.”; “ mi sono arrangiato”. In friulano lo senti come un rimprovero: “ lasciami in pace, faccio da solo.”

In italiano il suono è più gratificante: “ Che bravo sono stato, ho fatto tutto da solo.”

Alla fine in entrambi i casa si fa da soli, ma psicologicamente con effetti diversi.

Il dovere è quello che frega il friulano. Penso che tutti noi con il nostro grande senso del dovere dovremmo entrare nelle forze dell’ordine. Saremmo inflessibili, perché lo siamo anche con noi stessi.

Chi arriva in Friuli anche dalle altre regioni, immancabilmente senza accorgersene si uniforma a noi, ve lo posso assicurare. Basta guardare la comica Catine che dalla Basilicata è arrivata qui diventando più friulana di noi. Senza rinnegare mai le sue origini, perché al friulano anche se non lo ammette gli piacciono i “foresti”, lo incuriosiscono.

Noi gente dura, ci siamo “tirati su” dal terremoto senza tanti complimenti, formichine instancabili.

Tutti concordi, di ricostruire prima le fabbriche per lavorare e dopo le case.

Il romanticismo è il vezzo di qualche poeta sfaticato, e le lacrime sono un lusso di chi non ha niente da fare.

Amiamo silenziosamente, senza baci e senza abbracci, ecco perché da noi il virus ha attecchito di meno. Neanche nell’ intimità della propria casa ci si abbraccia, scherzi, c’è sempre qualche cosa di più importante da fare.

Credo che bastava dirci, di continuare a mantenere i rapporti umani come sempre, ci saremmo allarmati e ci saremmo allontanati gli uni dagli altri senza alcuno sforzo, non ci sarebbero stati ulteriori contagi, perché il contatto per noi è fastidioso. Invece, chiudendoci in casa ci hanno destabilizzati, e ora per qualche strano motivo desideriamo il contatto umano. Dai, non è vero, questo distacco è una liberazione, meno moine, un paradiso.

La mescolanza con i “foresti” ci ha ammorbiditi. Io ho sposato un mezzo “foresto”, devo ammetterlo è più gentile e umano di me che sono puro sangue.

Tutto questo per dire che in guerra o in virus, il friulano sopravvive perché associale di natura. Generoso di cuore, ma mai debole.

L’arte dell’arrangiarci è il nostro pane quotidiano.

In effetti, anche qualche anno fa, c’era stato un vento pazzesco che aveva divelto gli alberi, scoperchiato case ecc., nessuno dei telegiornali nazionali aveva menzionato il disastro che avevamo subito. Strade impraticabili, ricordo che quella sera per tornare a casa dovetti girare intorno al paese perché le strade erano piene di alberi caduti.

L’indomani mattina però tutto era liberato e relativamente a posto. In altre regioni tutti aspettavano la protezione civile, e quindi tutto era rimasto così. Quando i giornalisti arrivarono in Friuli trovarono tutto a posto, ragion per cui non avevano alcuna notizia catastrofica da raccontare, ed ecco che ci hanno tagliati fuori. Solo perché il Friuli non urla, non può essere sempre terra dimenticata, di aiuto abbiamo bisogno anche noi, non puoi lasciare una persona in mezzo al mare perché sa nuotare, la devi comunque salvare, magari la raccogli per ultima, ma la raccogli.

Abituati a non essere riconosciuti, andiamo avanti arrangiandoci, paghiamo sempre i nostri debiti.

Ragion per cui, sono certa che ci rialzeremo anche questa volta, senza fare rumore, senza decantare il nostro buon senso, perché si, siamo orgogliosi di essere Italiani, ma ancora di più di essere Friulani.

Per non smentire e farvi capire fino in fondo la mia friulanità, restando coerente tutto quello che ho scritto vi ABBRACCIO e BACIO tutti fortissimo come non ho mai fatto.

Amorevolmente e teneramente Lisa.

Evviva i Friulani, bravi bravi bravi.

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