Diario dal corona virus 64


Il venerdì è il giorno adatto per andare a fare aperitivo, per noi friulani “andare a bere una roba”.

Il problema è l’assembramento. Certo si va al bar per andare a trovare amici e conoscenti per fare quattro chiacchiere, il problema è come si fa a fare conversazione se si resta da soli, ad un metro di distanza l’uno dall’altro, con la mascherina che ti fa fare una fatica immane a parlare.

La domanda sorge spontanea, come si fa ad aprire i locali e poi pretendere che le persone non li frequentino?

So di molti locali che hanno deciso di tenere comunque chiuso, perché i distanziamenti e persone non sono compatibili.

Che cosa difficile, fare aperitivo per evadere da una lunga giornata da lavoro, o semplicemente dimenticare i due mesi di fermo.

Ho sentito che in Slovenia, in Svizzera sono già tutti in giro liberamente, noi siamo ancora in castigo. Gli italiani non devono divertirsi, svagarsi, cercare di rialzarsi, forse perché siamo sempre stati un popolo godereccio, abbiamo sempre saputo prendere la vita con leggerezza. Il perché è semplice, quando vivi in una nazione bella come l’Italia è naturale godersi la vita.

In effetti eravamo positivo appena ci hanno chiusi in casa, sui nostri balconi e terrazze avevamo messo striscioni con la frase “andrà tutto bene”, certi e illusi che il nostro sacrificio servisse a salvare tutti.

Siamo gente di cuore, capaci di dare. Ma ora qualche cosa è andato storto. Pur avendo fatto diligentemente la quarantena sembra che da questo virus non ci si possa liberare.

Io con la mia infinita curiosità e irresponsabilità darei il via libera a tutti, per capire nell’effettivo quanto il contagio potrebbe essere pericoloso oppure no.

Se non si prova non si sa.

Sono due le possibilità, o moriamo tutti, oppure torneremo a vivere tutti.

Capisco la paura, ma bisogna essere temerari, affrontare il toro per le corna, non è detto che vinca il toro.

Chissà quanta verità ci vine detta, a quanta ci viene celata.

Ho sempre pensato che non bisogna mai credere ciecamente a tutto ciò che i giornali ci dicono, perché la carta si lascia scrivere.

Un bravo romanziere ti racconta storie incredibili e le rende credibili. I giornalisti di oggi credo facciano lo stesso, in fin dei conti alche loro sono scrittori.

Per fortuna che faccio la parrucchiera, che tra un taglio di capelli e una piega le persone mi raccontano storie, credo che anche loro nel loro piccolo a volte dicono grandi verità a volte simpatiche bugie.

L’essere umano ha un cervello che usa in maniera fantasiosa.

Speriamo di poter andare a fare aperitivo presto ma senza restrizioni, liberi e sereni di riprendere ad assaporare la vita nella sua totale pienezza.

Buona Notte. Lisa

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