Diario dal corona virus 59


Ultima domenica di prigionia. Domani potrei aprire il negozio, ma non lo faccio perché aprirò come e quando va bene a me, perché domani sarà il primo giorno di semilibertà e voglio fare ciò che è da mesi che non faccio. Al lavoro ci penserò martedì.

Ieri pomeriggio ho visto un video che mi ha lasciata amareggiata. Mi ha riportato a quella sera che ero andata in negozio ad accendere le mie luci. Delle persone le “mascherine tricolore “stavano protestando pacificamente, sono state spiegate un sacco di forze dell’ordine chiudendo i manifestanti in una via. Chi girava il filmato è stato fermato come se fosse persona sgradita.

Trovo la situazione anomala per il tipo di protesta che queste persone stavano facendo. Da quello che ho capito manifestavano cantando l’inno nazionale Non so se preoccuparmi o lasciare andare la cosa nel dimenticatoio per non sentirmi turbata.

Oggi è domenica dovrei regalare a questo tempo una storia o una favola per alleggerire i pensieri. Eppure ho i pensieri così pesanti, li sento trascinarsi a destra e a sinistra della mia coscienza facendomi sentire stanca e frustrata.

Inoltre il presidente Conte ieri sera ha fatto una conferenza stampa. Sempre credibile nelle sue affermazioni, o forse gli voglio credere, vorrei credere nella sua buona fede. Ma poi ripenso allo spiegamento di forze dell’ordine utilizzate per fermare la protesta dei cittadini e allora non so più a cosa credere. Mi sembra di vivere in un mondo surreale, vorrei potermi svegliare da questo pseudo incubo, costruito a mio avviso in maniera perfetta per rendere la mente debole e lo spirito annientato dalla sua indipendenza.

Quindi non ascolto il presidente, le sue  risposte  ai giornalisti scompaiono, rimane solo la suo immagine impressa nello schermo della tv, come in un film muto. Voglio aspettare i fatti, che risollevano le sorti della mai nazione. Voglio rivedere la libertà di manifestare, senza la paura delle forze dell’ordine che sono certa che come noi sono consapevoli di cosa sta succedendo, ma devono obbedire agli ordini, perché quello è il loro lavoro.

Vediamo comunque cosa creerà la mia mente anche in questo stato d’animo, poco gradevole.

L’illusione di Carmela

Carmela sorseggia del vino mentre il barista la guarda ammaliato dall’abito che porta con non poca disinvoltura.

Eppure lui di donne ne aveva viste passare molte nel suo locale, ma Carmela era un’altra cosa.

Lei dal canto suo osservava il traffico della strada, persa nei suoi pensieri, alla ricerca delle parole giuste per il suo articolo.

Nel bar entra un altro cliente: – Buon giorno Lucio cosa ti servo oggi?-

Lucio si guarda attorno, vede Carmela, e dice al barista : – Ercole fammi quello che beve la signora.-

Carmela guarda Lucio con la coda dell’occhio, gli fa cenno con la mano di andare a sedersi accanto a lei.

– Lucio, sei già arrivato? Ora la pace qui dentro è finita.-

Si mettono a ridere, i denti bianchi di Carmela stonano accanto alla bocca sdentata di Lucio. Lui aveva la faccia piena di rughe e la barba grigia incolta, inoltre la camicia era pulita certo, ma sempre sgualcita. Carmela con quella sua sottoveste arancione sembrava illuminare tutta la stanza, eppure solo lei riusciva a portare un abito del genere con le sue forme prorompenti senza sentirsi a disagio.

Ercole adorava quella veste, tutte le volte che lei arrivava nel bar così lui avrebbe voluto perdere ogni freno inibitore, come si suol dire, quella donna gli faceva sangue. Per Lucio invece era solo una bella e piacevole compagna di lavoro.

Ercole porta il bicchiere di vino a Lucio e fa un occhiolino a Carmela, che sovra pensiero ricambia.

– Allora Lucio hai novità? Hai scoperto altro? –

L’uomo nega col capo facendo un lungo sospiro.

– Dobbiamo trovare delle fonti più attendibili, il nostro articolo deve essere inattaccabile? –

– Non lo so Carmela, ho contattato un sacco di gente, alcuni non vogliono avere niente a che fare con questa storia. Ci sono troppi poteri forti in ballo, se apriamo questa pentola, rischiamo grosso anche noi –

Carmela ritorna a guardare il traffico sulla strada, possibile che non si possa superare questo scoglio? 

Il locale si riempie di avventori, chi per un caffè, chi per un aperitivo, il  chiacchiericcio nel locale si fa animato, risa, bestemmie, tutti occupati a raccontarsi la giornata.

Poi una voce in mezzo a tante altre attira l’attenzione di Carmela, Lucio segue lo sguardo della collega per capire chi ha attirato la sua attenzione.

– Ercole, tre bicchieri di vino al quel tavolo.- L’uomo indica il tavolo di Carmela.

Lucio, e la donna si guardano preoccupati.

Ercole prontamente prepara l’ordinazione.

– Carmela e Lucio, cosa state complottando soli soletti.-

Carmela sospira forte roteando gli occhi, conosceva bene quell’uomo era il galoppino del sindaco Caravella:  – Cosa vuole signor Desantis.-

– Ho sentito che sei alla ricerca di una notizia importante…-

Ercole porta i tre calici al tavolo.

– Non credo siano affari suoi signor Desantis.-

– Lo sono e come mia cara. Qui si tratta di affari, quanto vuoi per lasciar perdere questa storia?-

Lucio a quelle parole interviene stizzito : – Noi siamo già pagati per il nostro lavoro, e questa inchiesta giornalistica andrà avanti, se ci minaccia si ricordi che qualcun altro prenderà il nostro posto. –

Desatis arriccia il naso infastidito dall’intervento di Lucio.

– Senti pezzo di sfigato, lo sai che potrei fare di te cibo per i vermi, non alzare troppo la cresta.-

Carmela sorseggia un po’ di vino, continua a guardare il traffico nella strada, nota tre uomini sicuramente gli scagnozzi di Desantis, si gira verso Ercole e gli grida: – Ercole chiama la polizia. –

Desantis si alza dalla sedia di scatto, quella donna è proprio un demone indomabile.

Ercole prende il telefono, sta per comporre il numero, quando  Desantis lo ferma: – Ho capito, me ne vado. – Poi  volgendo lo sguardo rabbioso verso Carmela  aggiunge : – Tu  sei nessuno, non finisce qui. –

L’uomo esce sbattendo la porta, si avvicina ai suoi compari e sale in macchina.

– Carmela cosa facciamo adesso?-

– Finiamo di bere, poi andiamo a casa mia a finire l’articolo. Dobbiamo svegliare l’opinione pubblica.-

Il piccolo appartamento di Carmela rispecchia la sua personalità indomita, un casino infernale tra vestiti, libri, odore d’inceso e polvere sui mobili. Il divano consumato, il tavolino pieno di giornali. Niente tende alla finestra e la tavola della cucina con il pc,e riviste varie, bicchieri e bottiglie d’acqua vuote di  marche differenti.

Lucio rimane un attimino perplesso nel vedere le condizioni di quell’appartamento. Lui avrà anche le camicie sgualcite ma il suo appartamento è impeccabile.

– Vuoi commentare qualche cosa Lucio? Non hai mai visto una casa trascurata?-

– Veramente credevo che tu fossi tutta fiori e profumi, ma questo appartamento sembra quello di uno scapolo incallito. –

Ride sorniona Carmela. Poi sfoderando tutta la sua sensualità miagolando come una gattina in calore, gli fa una proposta alquanto indecente: – Luicio tesoro, cosa dici se, mentre io scrivo il mio articolo tu intanto che aspetti dai una sistemata a questo disastro. Non vorrai mica che creo in questo casino.- Ok che è una collega di piacevole compagnia, ma lui non è una colf, Lei si lascia cadere la spallina del vestito, anche Lucio si lascia irretire da quella donna e senza volere risponde: – Ma si perché no.-

Lei gli sorride, gli dà una bella pacca sulla spalla: – Bravo così mi piaci!-

Quella pacca lo fa rientrare nella realtà. Accidenti lo aveva fregato.

Lei si siede al tavolo davanti al computer, scartabella tutte le informazioni che Lucio le ha fornito.

L’uomo la guarda sospirando mentre lei si concentra nel suo lavoro, non è poi così bella, ma è affascinante nelle sue movenze, con quei pensieri lui  comincia a riassettare la casa.

“ IL SINDACO VENDE TERRENI COMUNALI A MULTINAZIONALE.

LA GIUNTA COMUNALE CORROTTA. ALTERA DATI IMPORTANTI.

Il sindaco  Dante Caravella, ha venduto i terreni del nostro territorio ad una multinazionale per fare esperimenti sulla popolazione del nostro paese.

Le morti avvenute in questo ultimo anno sono dovute all’avvelenamento del medesimo. Hanno fatto  credere che questi decessi fossero dovuti da un  virus intestinale che nella forma più grave sfociava in un’ emorragia fatale.

Dagli studi svolti da scienziati indipendenti, il professor Mario Salenti e la dottoressa Carla Fermi, hanno scoperto che non è stato un virus a ridurre la nostra popolazione ma un vero e proprio avvelenamento della stessa, tramite le vie aeree.

Il sindaco ha ricevuto cospicuo compenso dalla suddetta multi nazionale, il quale a suo volta ha pagato la giunta comunale per tacere sul questo increscioso fatto ai danni dei cittadini. Si spiega anche il perché molti di loro si sono trasferiti nelle città vicine compreso il sindaco Caravella che si è trasferito con la scusa d’andare a vedere della sua casa al mare.

I dati statistici della malattia sono stati volutamente alterati per creare panico nella popolazione, affinché la medesima elargisse grossi aiuti economici per debellare l’ipotetico virus, mentre i medesimi fondi venivano utilizzati per aumentare le risorse della multinazionale.

Da qui l’intento di vendere  questo sistema  a livello nazionale, affinché anche il governo possa usufruire di questo flusso di denaro, rendendo il popolo spaventato e sottomesso.

                                                                                                            Carmela Silenti e Lucio Donati”

– Lucio lo invio alla redazione? –

– Si spediscilo, io finisco di pulirti il baglio e poi andiamo a cena, ma offri tu.-

La porta dell’appartamento si spalanca all’improvviso.

Fa irruzione il Desantis, con i suoi tre compari.

Carmela, fa giusto in tempo ad inviare l’articolo alla redazione.

– In genere si bussa quando si entra nella casa di una signora. – L’ammonisce Carmela.

Lucio si avvicina a Carmela con fare protettivo. Lei trova il gesto da parte dell’amico molto dolce, ma lo scansa di lato va verso e il Desantis e guardandolo dritto negli occhi, sfidandolo senza paura gli dice che l’articolo è già in redazione e che se per caso succede qualche cosa a lei o a Lucio, ci saranno delle ripercussioni non da poco nell’opinione pubblica, il che vuol dire che il caro sindaco farà una brutta fine.

Desantis vorrebbe tirare a se quella donna così impetuosa, per farle vedere come un vero uomo può dominare una donna.

Lei scoppia a ridere: – Desantis, ancora non c’è uomo che possa addomesticarmi, esci da casa mia che è meglio.-

Desanti stizzito se ne va assieme agli altri tre energumeni.

Lucio si butta sul divano : – Cavoli mi sono cagato sotto… –

Carla si siede al suo fianco gli appoggi la testa sulla spalla e gli dice: – Anche io .-

Mentre si avviavano alla pizzeria sotto casa, squilla il cellulare di Carmela è il capo redattore quindi lei mette il viva voce per far sentire anche a Lucio quello che gli dirò il capo.

– Carmela non posso pubblicare l’articolo, tu e Lucio sarete pagati ugualmente per il lavoro svolto. Ho avuto delle grosse pressioni dall’alto, inoltre mi hanno offerto delle sovvenzioni molto corpose, non so se mi capite. Vi faccio fare un bel articolo sulla mostra d’arte che si tiene la prossima settimana in regione, ci saranno molti esponenti politici importanti. Non prendetevela a male. Lo sapete come vanno queste cose.-

I due si guardano sconfortati. Increduli. Il vero giornalismo e l’informazione è venduta come qualsiasi altra cosa.

Entrano in pizzeria, la sorpresa è che c’è anche Ercole seduto ad un tavolo tutto solo. Si siedono accanto a lui e mangiano assieme. Buona Domenica Lisa

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