Diario dal corona virus 56


Questa mattina mi sono svegliata con questa frase in testa. “ Voglio andare via dall’Italia perché non mi merita.”

Sono nata qui, ma vorrei essere altrove. La Svizzera mi sembra la più adatta alle mie esigenze. No. Forse è meglio un isola tropicale. Va bé, voglio andare via perché forse ho bisogno di concretezza non di futili promesse.

Ieri sera il presidente Conte ha parlato.

Manovrona economica senza precedenti.

Soldi soldi soldi soldi ancora tanti soldi. La televisione si trasforma in una slot machine, guardo mio marito entusiasta e gli chiedo, dato che lui è un tecnico, dove posso inserire la monetina per giocare.

E la levetta per azionare il gioco da tirare, la nostra tv ce l’ha, oppure uso qualche bottone del telecomando? Se non vinco niente mi danno un premio di consolazione?

A si dimenticavo, non ho neanche una monetina da inserire per giocare, perché anche le manovre precedenti non mi avevano dato nulla di concreto. Magari giocando un giro della slot tv Conte ho più probabilità di ricevere qualche cosa, piuttosto che facendo carte con il commercialista

Non devo giudicare adesso le idee e le risorse che hanno messo sul tavolo i nostri parlamentari, voglio prima vedere concretizzarsi il tutto, lasciare il tempo, affinché questa manovra rientri nella realtà della vita del popolo e non restino parole scritte su una carta.

Tanto se riprendo a lavorare riuscirò nuovamente a rimettermi in piedi, sicuramente molto lentamente, perché se tutti sono come me senza soldi, non credo possano usufruire molto spesso dei miei servizi. Ma come dico sempre “alc a le alc e nuie al è nuie”( qualche cosa è pur sempre qualche cosa e niente è niente).

Chi lo sa cosa arriverà alle imprese, a chi lavora nel turismo che per me è il settore più sofferente. Le scuole per i nostri ragazzi, certo hanno intenzione di assumere più insegnati per fortuna, ma anche qui fino a che non li vedo assunti resto in sospensione tra il credere e il non credere alle sue parole.

Ammetto che ho un po’ di paura per il futuro, che lo vedevo incerto anche prima del corvid19, ma ora lo vedo molto più nero perché nessuno fa mente di concreto. Tipo un piano o un obiettivo certo per rimetterci tutti in carreggiata. Governo o opposizione non discrimino nessuno, non hanno le idee chiare e questa loro confusione, ricade pesantemente sulle nostre vite.

Poi ha parlato la Bellanova, che si è commossa. Non per gli imprenditori che hanno ricominciato a suicidarsi, non per i nostri giovani che ancora non hanno preso la cassa integrazione, ma perché finalmente può regolarizzare come li ha chiamati le gli invisibili. Le sue lacrime le ho percepite come la gioia di aver vinto una sfida per non dimettersi dalla sua carica, dato che aveva detto che se questa legge non passava si sarebbe dimessa. Quindi era l’emozione di una vittoria a mio parere un tichinin (pochino) interessata.

Ricordo le lacrime anche della Fornero. Quando una donna piange in politica, mi sa che le cose non saranno piacevoli per i cittadini. Quindi chiappe strette e teniamo duro.

Che serata ragazzi, la telenovela “una vita” non è niente a confronto degli intrighi di palazzo di Roma.

Ora vedremo cosa succede, quante manovre verranno attuate con buoni risultati e quante saranno un flop pazzesco.

Mi dispiacerebbe morire adesso perché voglio vedere come usciremo da questo empasse. Chissà quando sarò più vecchia e tutto questo casino sarà finito, scriverò la storia di questo incredibile periodo storico. Per ora non posso essere obiettiva perché vivendo la cosa in prima persona, credo sia naturale prendere le parti di certe categorie rispetto ad altre. ( Sono una partita iva )

Vorrei solo che il presidente Conte comunicasse con noi solo ed esclusivamente a cose fatte. Non serve a nulla parlare senza ancora aver concretizzato niente, come le volte precedenti. Noi friulani prima facciamo, in caso poi ci vantiamo. Non vorrei che anche questa volta il governo si vanta di soldi e aiuti vari che forse non potranno a causa della nostra terribile burocrazia arrivare mai, illudendo nuovamente un popolo che è allo stremo delle sue risorse economiche.

Se adesso andassimo alle elezioni per chi vorrei votare?

Voterei per me, almeno mi conosco bene, se mi racconto palle mi “sgamo” e in genere prima faccio e poi mi vanto.

Che poi non sappia nulla di come si governa uno stato questo è un altro paio di maniche, ma forse se fossi io a tagliare i capelli ai politici potrei dargli qualche dritta (oltre ad avere uno stipendio assicurato che mi piacerebbe tanto, potrei essere parrucchiere consulente) e magari se non fanno come dico io li minaccio con forbici fon e spazzole…

Vota Lisa hair president Vota Lisa hair president.

P.S.: sono Lisa, sono una donna, sono Italiana, sono cristiana e se mi voti non sarò una volta gabbana, tra le camere mi muoverò e chi non mi ubbidisce castigherò, mandandolo a lavorare nei campi per fargli venire i crampi, ricondurrò l’Italia al potere perché è una nazione di grande valore. Con questo slogan sono sicura che vinco le elezioni della prossima legislatura.

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