Diario dal corona virus 57


Tutte le streghe che si rispettano hanno una sfera di cristallo.

Anche io ovviamente ne ho una piccolina, perché bella grande non posso permettermela.

Ieri pomeriggio mentre aspettavo che si cuocessero le tegoline (fagiolini) sono andata nella credenza a prenderla.

La sfera è un oggetto che mi mette calma e serenità, mi aiuta a concentrarmi mentre osservo l’immagine della stanza capovolta che si riflette in essa.

Ma se aguzzi bene la vista ti può far vedere anche altre cose, sta tutto nel lasciare fluire le immagini senza dare loro dei giudizi.

I primi tempi non vedevo nulla, poi con un po’ di allenamento sonoriuscita a vedere un mondo diverso astratto ma nello stesso tempo affascinante.

Diciamo che è come fare una meditazione a occhi aperti.

In genere quello che vedo lo tengo per me, anche perché a chi vuoi che importi di conoscere i vaneggiamenti di una megera improvvisata.

Oggi comunque è stato molto interessante. In un angolo della sfera un uomo vestito come un califfo con un copricapo e una punta in cima ad esso, aveva la testa china intento a leggere dei documenti. Ad un tratto dal centro della sua vesta appare la sagoma della Vergine Maria circondata da una luce tra il giallo e l’arancio.

Guardo queste due figure incantata, chissà perché si sono associate tra di loro. Ad un tratto una nube fitta scende dalla sommità della sfera, una farfalla viene travolta da questa nube facendola cadere sul fondo.

Osservo attentamente per capire cosa è successo alla farfalla, dall’oscurità di quella immagine vedo un piccolo puntino luminoso che si ingrandisce man mano che mi avvicino alla sfera.

Suona il timer del gas che mi avverte di scolare i fagiolini.

Distolgo lo sguardo dalla sfera per dirigermi verso la cucina. Intanto ripenso a cosa ho visto, perché la sfera non ti fa vedere sempre quello che vuoi tu, a volte si prende le sue libertà e ti fa vedere quello che vuole lei, affinché tu possa arrivare al messaggio che l’universo vuole svelarti.

Ripongo la sfera nella credenza.

Certo che fare i maghi non è così facile, devi avere un grande intuito, fantasia e tanto esercizio per affinare la sensibilità che in genere è innata dentro tutti noi.

Quando ero ragazzina mi sarebbe piaciuto un sacco aprirmi uno studio di “ magologia”.

Tra candele, pendoli, incensi tarocchi e sfere magiche mi sarei destreggiata per portare serenità alle persone. Poi come per magia ho scoperto che anche il mio lavoro porta gioia e serenità alle persone, fino a che non sbagli un taglio di capelli e si arrabbiano da paura.

E hai voglia a fare riti magici per arginare la loro rabbia. A parte gli scherzi, la sfera di cristallo è un ottimo antistress, perché ti aiuta a svuotare la mente.

Effettivamente adesso sono talmente in pace che potrei addormentarmi seduta astante.

Anni fa avevo conosciuto un signore che vendeva vestiti ai mercati. Fra le chiacchiere mi confessa che lui è un mago e che legge i tarocchi e che se avessi voluto me li avrebbe letti. Mia madre donna pratica e dalle maniere spicciole gli disse: – Guardi, non le serve il suo aiuto, perché le carte sa leggerle anche lei. –

Rimasi spiazzata anche io dalla velocità con la quale mia madre ha liquidato il mercante. Non potei nemmeno confrontarmi con lui perché andammo via.

Chissà se era un mago vero oppure improvvisato come me.

Vorrei sfatare un mito, tutti siamo maghi, solo che alcuni sviluppano questo loro talento altri invece no. Io lo uso come passatempo, curiosa come sono puoi credere se non esperimento anche queste cose.

Ogni tanto giro per casa con un incenso e dico qualche preghiera per benedirne gli angoli affinché l’energia positiva si diffonda ovunque.

Poi arrivano i miei due uomini e mi guardano sospirando, lo so che pensano che sono pazza, ma io faccio questa cosa ugualmente, non si sa mai.

Non sono superstiziosa, se un gatto nero mi attraversa la strada rallento per non prenderlo sotto, se invece mi trovo un ciclista lo supero e ringrazio il Signore che non l’ho preso sotto.

Passo tranquillamente sotto le scale e se mi si rompe uno specchio ne compro un altro.

La superstizione viene alimentata dalla paura che a sua volta è la causa di un sacco di problemi.

Spero un giorno di comperare una sfera un po’ più grande, non tanto per guardarci dentro, che con quella piccola ci riesco benissimo, ma per vantarmi con i miei ospiti quando li invito a cena.

Immaginatevi che mentre beviamo un amaro, seduti intorno al tavolo, per creare l’atmosfera accendo qualche candela, poi mentre tutti sono concentrati su di me, comincio a narrare storie fantastiche che avvengono dentro la grande sfera, così i miei ospiti vengono rapiti dai miei racconti.

Come un tempo che c’erano i cantastorie e tutti si riunivano ad ascoltare le gesta dei grandi eroi, facendo sognare chi li ascoltava.

Oggi non si possono fare assembramenti, ma era nell’unione delle persone che faceva nascere le storie più avvincenti e coinvolgenti, perché lo stupore di uno contagia anche gli altri.

Mi sarebbe piaciuto essere un grande eroe tipo il Gladiatore, o altrimenti un grande mago, come Merlino. Siccome l’arte delle armi e della guerra mi sono un tantino difficili da imparare credo che fare la strega mi sia più congeniale.

Tanto quando sarò vecchia, senza denti, piena di rughe e con i capelli bianchi e arruffati, risulterò più credibile ne sono certa, intanto mi alleno, con i tempi che corrono non si sa mai.

Esercizio della settimana, liberate la testa e osservate attraverso la sfera, se non avete una sfera provate con un bicchiere riempito d’ acqua, potreste stupirvi di ciò che riuscirete a vedere.

Buona giornata. Lisa

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