Diario dal corona virus 55


Credo che il covid 19 a certe persone abbia leso il cervello, non i polmoni.

Mi chiedo se sia mai possibile che con tutto quello che sappiamo in merito all’importanza che hanno certi esseri viventi per la sopravvivenza di questo pianeta, ci sia ancora qualcuno che agisce in maniera così scellerata.

A San Lorenzo Isontino, hanno ucciso due milioni di api dando fuoco alle porticine di volo degli insetti in modo da bruciarli vivi senza lasciargli via di scampo.

I proprietari delle api, erano già riusciti a salvare questi insetti lo scorso hanno perché era stata una stagione particolarmente avversa, poi arrivano questi piromani che danno fuoco a tutto con l’intento doloso di ucciderle.

Mi ha colpito questa notizia, per il semplice fatto che grazie al lockdown, l’aria è più pulita la fioritura delle acacie detta dagli apicultori era meravigliosa. Uccidere le api è un danno agricolo ambientale non da poco, dato che sono loro le operaie più instancabili per l’impollinazione.

Lo dico sempre, l’essere umano merita l’estinzione, per la sua mancata capacità di difendere persino chi gli crea il sostentamento.

Quanto ha da insegnarci la natura attraverso la sua osservazione.

Le api, due milioni, con il loro lavoro invisibile a quanti altri milioni di esseri viventi danno da mangia sia umani che non.

Non sono molto brava con i numeri e statistiche, però basta guardarsi intorno per capire.

Questa vicenda è assai tragica, voglio ricordare che se le api sparissero dalla faccia delle terra in un paio di anni non avremmo più cibo. Moriremmo di stenti su una terra sterile. Potremmo nutrirci solo di poche cose.

E questi disgraziati danno fuoco alle arnie?

Spero che li trovino presto e li chiudano in galera, magari con un nido di vespe giganti come compagne di cella.

Da bambina guardavo l’ape Maya e anche l’ape Magà. Hanno fatto bene ad inventare questi cartoni animati per sensibilizzare la coscienza di noi bambini. Effettivamente in un certo senso avevamo imparato a rispettare questi fantastici insetti.

Oggi ci siamo allontanati dalla natura, non riconosciamo quasi più la sua importanza rinchiusi nelle comodità delle nostre case.

Osservare la natura può portarci alla conoscenza della nostra stessa struttura sociale.

Le api ne sono un esempio incredibilissimo.

Un piccolo numero di individui, imprenditori (ape regina di un’arnia), forma operai specializzati (api), che creano ricchezza (impollinazione). Questa ricchezza viene redistribuita tra i lavoratori che offrono servizi, tipo coloro che lavorano per far funzionare tutto il sistema statale, da chi lavora nei comuni, scuole, ospedali, forze dell’ordine, insegnanti ecc ( il resto dell’ecosistema ).

Da questa impollinazione, si possono estrarre altre grandi forme di ricchezza (miele, propoli, pappa reale, polline) che viene riutilizzata come merce di scambio tra i 5 continenti principali ( ad esempio orso bruno, uccello indicatore dello Zambesi, il tasso del miele, il coleottero degli alveari, la faina ), per potenziare il loro potere. Il tutto manovrato da una èlite ( dall’apicultore ) che lavora nell’ombra arricchendosi e comandando tutto il sistema.

Uccidi l’ape regina con le sue api e crolla gran parte dell’ecosistema, condannando a morte il pianeta.

Perché mi sono imbarcata in un discorso così difficile?

La risposta è semplice, perché tutti i sistemi devono essere protetti per garantire l’equilibrio della vita.

Chi non riconosce questo delicato equilibrio, non si cura della protezione dello stesso, ma distrugge senza pietà per piacere, per vendetta, per invidia, rabbia. Non sappiamo cosa hanno spinto questi piromani a fare un atto così brutale, ma in questo caso non li giustifico. Piuttosto andavi a litigare direttamente con l’apicultore, ma non uccidevi le sue api innocenti.

Anche questo evento mi sembra tanto la metafora di cosa stiamo vivendo.

Il corona virus è colui che ha dato fuoco alle arnie, cercando di uccidere l’ape regina non solo dell’Italia ma di tutti i continenti. Fortunatamente le api per ora sono solo intossicate ma ancora vive, perché l’orso, la faina, il tasso, il coleottero, l’uccello indagatore hanno cercato di arginare il danno. Chissà se a provocare questo macello fosse stato proprio da uno di loro, per distruggere, l’apicultore, per prendersi il potere su tutti gli altri.

Mi ero preoccupata anche lo scorso anno per la moria delle api, dicevano dovuta ai pesticidi nei campi, ma se poi le uccidiamo di proposito allora veramente siamo dei pazzi.

Credo che sia ora di rivedere le nostre priorità, ma si sa che siamo talmente abituati a vivere come viviamo che cambiare sarà alquanto difficile. Parlando per me ovviamente, non saprei neanche da che parte cominciare per attivare il cambiamento.

Attendo istruzioni da chi ne sa più di me e spero di avere la forza e la determinazione necessarie di fare quel tipo di mutamento.

Per ora immagino e sogno un mondo diverso.

Avevo visto l’altro giorno il film Noè. Dio aveva mandato l’alluvione salvando solo gli animali e la famiglia di Noè, per dare una nuova opportunità al pianeta di ridiventare quell’Eden meraviglioso che l’uomo con la sua arroganza e la sua bramosia di potere aveva distrutto.

Credo che la prossima alluvione Dio non salverà l’uomo perché alla fine è sempre lui che lorda il pianeta azzurro con la sua logica di potere e di possedere.

Buona giornata, Lisa

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