Diario dal corona virus 54


Hanno liberato Silvia Romano dalle mani dei Al Shabaab.

Giovane donna a mio avviso vittima di ben tre fazioni diverse con tre intenzioni differenti.

Una è la ong che l’ha accompagnata in Africa in una zona ad alto rischio, lasciandola in un villaggio da sola. La seconda sono questi terroristi islamici che l’hanno rapita. In fine non meno importante il nostro governo italiano che ha sfruttato la sua storia per farsi bello agli occhi dell’opinione pubblica.

La miseria umana non ha limiti.

Ho seguito l’arrivo di Silvia alla tv. Quando l’ho vista scendere dall’aereo con guanti, mascherina, proteggi scarpe, e tuta verde ospedale anticovid, per un attimo ho pensato che avevano fatto bene a proteggerla anche con la tuta perché non si sa mai arrivando da un altro paese. Poi osservando meglio mi accorgo che non è una tuta protettiva ma un velo islamico. Mi si raggela il sangue.

Vorrei andare a prendere questa ragazzina che potrebbe essere mia figlia e rassicurarla che ora è libera che ci siamo noi a proteggerla.

Cosa può aver passato in questi 18 mesi tra le sgrinfie di quella gente che riesce a manipolarti fino a farti convertire. In quei paesi se uno ti ferma e ti chiede una preghiera mussulmana in genere se non la sai ti uccidono sul posto. Questi jadisti ti danno sempre due scelte, o ti converti o ti uccidono.

Il sorriso radioso, forse non vuol dire nulla. Quante volte sorridiamo quando ci sentiamo morire dentro.

Le torture psicologiche che dovrebbe aver subito non oso nemmeno immaginarle. Una giovane mente con le dovute precauzioni può essere trasformata, rimodellata, a nostro piacimento.

I terroristi conoscono molto bene queste pratiche, ognuno di noi potrebbe diventare un attentatore dinamitardo dopo aver ricevuto il loro lavaggio del cervello.

Io denuncerei la ong che l’ha abbandonata al suo destino in un paese così ostile.

Silvia come molti giovani è stata ammaliata dalla prospettiva di cambiare il mondo portando il suo aiuto ai più poveri. Queste ong di dubbia provenienza, invece sono bravi a irretire persone così giovani e inesperte per i loro traffici di guadagno. E’ una vergogna che chi l’ha accompagnata in quel posto non stia marcendo in galera.

E il governo?

Il rientro a casa di Silvia doveva essere privato, non pubblicizzato. Le opere buone si fanno in silenzio non davanti alla tv, a farsi fotografare come dei divi per farsi vedere davanti al popolo quanto siamo stati bravi. Dato che la giovane è scesa dall’aereo non in abiti occidentali ma negli abiti del gruppo terroristico, non doveva essere pubblicizzato così, perché l’opinione pubblica in questo momento difficilissimo del nostro paese non vuole essere buona e compassionevole e la frustrazione ricade nuovamente sull’unica vittima di tutti questi eventi. La giovane Silvia.

Conte e Di Maio, in questo caso si sono comportati in maniera spregevole per ottenere i loro consenso popolare (che mi pare mal riuscito).

La foto che li ritrae assieme alla Silvia, con le mascherine sul viso, li fa sembrare dei delinquenti pronti ad approfittare delle tragedia vissuta da una ragazzina.

L’abbraccio tra madre e figlia è stata l’unica cosa autentica che ho visto in quella scena, dove sparivano ai miei occhi mascherine, veli, abiti. In quel momento si sono solo vestite entrambe del loro amore. Stonavano quei due rapaci mascherati, che guardavano bramosi la riuscita delle loro trame mediatiche (avrei voluto prenderli a sberle). Una lettera di ben tornata alla Silvia Romano da parte dello stato sarebbe stata più elegante e riservata, per proteggerla dai media.

Essere al potere a volte fa diventare le persone insensibili ai sentimenti, si scavalca chiunque pur di arrivare ai propri scopi.

Spero che Silvia Romano, possa in qualche modo scrollarsi di dosso tutto il dolore, la paura, le violenze che ha subito.

Non credo che la sua conversione sia stata volontaria, non credo che i suoi aguzzini tutti uomini tra l’altro siano stati così gentili e rispettosi. In quelle terre la donna non credente vale meno di quella credente quindi non oso immaginare tutto il dramma che ha vissuto, le scelte che ha dovuto fare per poter sopravvivere. La storia che ha raccontato credo sia frutto di una fantasiosa manipolazione mentale da parte dei suoi aguzzini per non farla crollare nell’oblio del terrore.

Non ha importanza che fede professerà in futuro, ciò che conta è che ritrovi se stessa, che le scelte ridiventino sue non degli altri.

Spero che i nostri governanti si facciano un esame di coscienza, perché non si sfrutta chi ha già avuto un’esperienza così tragica per guadagnare qualche consenso.

Bisogna imparare ad affidarsi solo a quelle ong più serie e conosciute, quelle che a loro volta non sfruttano le persone per i loro scopi.

Questa storia mi ha intristito. Ho pensato che se fosse successo a mia figlia una cosa del genere, non avrei voluto la tv a fare da padrona, per proteggerla dalla cattiveria della gente, che non sfoga lo sdegno sui poteri forti ma sempre sulle vittime.

Che Dio l’aiuti. O forse meglio, che Dio ci aiuti.

Buona giornata. Lisa

P.S.: La buona notizia è che il governo ha dato la delibera che possiamo aprire il 18 maggio.

Ho riflettuto a lungo su cosa voglio fare. Questa volta voglio la normalità.

Non voglio essere nuovamente condizionata da chiunque sia.

La normalità per me è riaprire il 19 maggio che è martedì. Voglio essere coerente con me le mie tradizioni e le mie abitudini. Voglio nuovamente essere libera di decidere.

Quindi con il 19 maggio diamo il via alle danze, finalmente anche se tutti mascherati potremmo essere perfettamente pettinati.

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