Diario dal corona virus 5


L’inconsapevolezza è nell’azione

Che gioia, è già la seconda volta con il corona virus che mi si impalla il cellulare. Eppure ho dei tecnici esperti e preparati che possono arginare questo problema. Ma niente accade quando sono sola in casa, ovviamente. Loro sono al lavoro, e il mio cellulare è stufo di sentire le mie dita che fanno scorrere avanti e in dietro lo schermo.

E adesso? Resto sola, isolata dal mondo.

Ma che … isolata io…

Mi viene in mente una dea indiana, DHAIRYA LAKSHMI (abbondanza di coraggio).
Perchè una dea indiana ? Perché anni fa conobbi Amma la madre che abbraccia tutti. Una donna semplicissima che gira il mondo e abbraccia chiunque si avvicina a lei.
Per me è stata un’ esperienza incredibile.

Ancora oggi quando cado nello sconforto penso a lei. Penso alla pace e serenità che il suo abbraccio mi aveva dato.

In questo periodo di cambiamento sostanziale, credo che una dea indiana del coraggio possa essere di buon auspicio per tutti.

Il coraggio di seguire le regole che ci vengono imposte, il coraggio di vivere con qualche ristrettezza economica, il coraggio di guardare l’altro non come un nemico ma come un fratello, il coraggio di non lasciarsi travolgere dalla paura.

Cosa centra il mio povero cellulare con tutto questo?

Nel mio caso, avere il coraggio di essere sola senza il cellulare come fonte di compagnia, senza quella sicurezza che con una telefonata risolvi tutto.

A questo punto il coraggio di portare pazienza e non uscire in preda al panico per correre da mio marito a farmi sistemare il gingillino.

La dea del coraggio, Dhairya Lakshim, colei che accompagna le tue paure facendotele superare.

Mi sono sempre piaciute le storie di eroi coraggiosi e impavidi. Questi personaggi comuni che si trasformano a loro insaputa in salvatori, di donzelle, piuttosto che salvatori del mondo intero.

Perché effettivamente ci vuole coraggio a non mettere al primo posto se stessi e salvare gli altri.

In genere diventi coraggioso, quando non pensi ma agisci. L’inconsapevolezza è nell’azione.

Tu fai e tutto prende vita, diventa naturale, ma nella realtà stai facendo il sopranaturale.

Quando dicono: – Come ha fatto? Come ci è riuscito? Io non ne sarei mai stato capace.-

Tutti ne saremo stati capaci nel momento in cui avremmo compiuto l’azione.

La dea indiana ci ricorda l’azione.

Nel caso di questo strano periodo storico dell’umanità, gli eroi sono quelli che lavorano, ma anche quelli che stanno a casa.

Anche quelli a casa fanno un’azione nobile. Sottomettono la loro libertà di movimento per un bene comune più grande.

In questo momento non siamo guerrieri con l’armatura e la spada ( come piacerebbe a me, perché io mi vedrei su un cavallo con una grossa spada a cavalcare verso il nemico, ma contro un virus la spada mi sembra un po’ eccessiva, credo che medici e virologi abbiano armi più efficaci) ma guerrieri da pigiama e smartphone, con al pancia piena e la noia galoppante come il guerriero della mia fantasia.

Non credo che andare contro le regole ci possa essere d’aiuto, già abbiamo sottovalutato questo virus quando era in Cina, credendo che a noi non ci colpisse. Ma viviamo tutti sulla stessa terra, e come se facessimo parte dello stesso condominio, non è che se all’inquilino del piano sotto gli si rompe il tubo dell’acqua a te al piano superiore non deve interessare. Prima o poi se si marcisce il muro, il problema si ripercuote anche su di te.

Quindi questo è per dire a tutti che un domani, quando ci rivedremo per la strada, inchinatevi a me perché sono un grande eroe, perché alla fine facendo il mio dovere, stando a casa vi ho salvati tutti, proprio come quelli che vanno a lavorare in questo periodo.

Si va bé quando passerete voi anche io mi inchinerò perché siete tutti eroi….In questo mondo mai un attimo di gloria solo mia….

Siamo tutti eroi e vincitori.

Buona giornata a tutti dalla vostra Eroina indivanata Lisa. ( lisa vuol dire logora consumata…mia madre ha avuto l’intuizione giusta per il mio nome, questo periodo mai così azzeccato).

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