Diario dal corona virus 49


Che cosa fantastica il periodo in cui le giornate si allungano, la temperatura è mite e sembra che tutto riprenda vita ad un ritmo diverso.

Quando esci di casa ti sembra che il virus non esista, che quel sole che splende possa far sparire questo mostriciattolo invisibile a occhio nudo.

Credo in cuor mio che il covid stia scomparendo, presumo che come tutte le malattie stagionali si dissolva nell’aria tiepida e luminosa della stagione più bella dell’anno.

Ripensando alla sars, piuttosto che ad altre influenze varie il loro ciclo è durato all’incirca 3 / 4 mesi, poi sono sparite o almeno non si è parlato più di loro. Mi chiede perché con questa influenza dovrebbe essere diverso.

Dovremmo sapere che le cose moderne durano poco, una stagione e via. Meglio puntare sul classico che va sempre di moda e sai di cosa si stratta. Quindi il corona virus che una malattia moderna dura una stagione, inutile prenderla tanto per fare i fighi e dire che sei sopravvissuto, meglio una malattia classica? Anche no. No farsi abbindolare neanche dall’offerta del momento perché sembra una malattia ormai fuori stagione. Le malattie sono roba per ricchi che si possono permettere le cure.

A parte gli scherzi, mi auguro che questa seccatura finisca presto.

Invece ieri a Milano dei ristoratori hanno protestato in una piazza. Hanno posizionato delle sedie e hanno anche mantenuto il distanziamento sociale con mascherine.

Ebbene è arrivata la polizia e li ha multati. Ognuno ha portato a casa 400 euro di multa.

Mi è venuto un coccolone, se mi dessero una multa del genere in questo momento non saprei come pagarla. La gente non può manifestare liberamente e pacificamente, contro qualche cosa che gli sembra sbagliato. Mentre per manifestare con le bandiere e cantare “bella ciao” nessuno interviene per multare queste persone che fanno assembramento.

Non sto polemizzando, ma espongo due fatti simili trattati in maniera diversa.

Molti mi diranno che i ristoratori potevano restarsene a casa. Certo restiamo sempre a casa per non fare sentire il nostro disappunto sui soprusi dello stato padrone.

Ricordo quando un gruppo di partite iva voleva andare a manifestare contro il governo che fa strozzinaggio con le tasse, perché molti non ce la facevano più a pagarle. Lo ammetto dovevo andarci anche io, ma una o due settimane prima dell’evento, hanno fermato l’Italia, ci hanno tutti chiusi in casa.

Non ho mai manifestato in vita mia ne in bene ne in male.

Sarebbe stata un’esperienza interessante. Ho sempre visto studenti o operai protestare in piazza, a volte intellettuali, ma mai artigiani e commercianti.

Finalmente quando riusciamo a trovare uno spazio per poter andare a protestare, arriva il covid e ci sequestra in casa. Ma dico è mai possibile che quando ho l’opportunità di andare a fare casino, mi mettono in castigo solo per averlo pensato?

Poi quando alcuni riescono organizzandosi in sicurezza per la salute pubblica vengono multati.

Quando le persone come noi, liberi professionisti, possiamo far sentire la nostra voce? Quand’è che qualcuno ascolterà veramente la nostra voce? Le nostre paure, i nostri tormenti. Siamo anche noi lavoratori come tutti gli altri, con gli stessi diritti. Invece, se mi ammalo, mi arrangio. Se non lavoro è un mio problema. Noi paghiamo le tasse, ma in cambio non abbiamo nessun ammortizzatore sociale. In fin dei conti i ristoratori chiedevano di essere aiutati in questo momento tragico della loro vita, perché hanno dovuto chiudere non per incapacità loro ma per un ordine dato dallo stato. Le aziende se hanno gli incassi a zero muoiono. Negli anni 80 no, un’azienda anche se chiudeva un mese o due resisteva alla chiusura perché riusciva a mettere anche da parte qualche capitale, che avrebbe utilizzato in caso di fermo. Oggi le tasse e i costi di gestione non ti permettono di creare un piccolo capitale che in genere usavi come ammortizzatore in caso di crisi aziendale.

L’ammortizzatore ora sono le banche che ti agevolano fidi per poter pagare le tasse, anche quelle anticipate. Il che vuol dire che per lavorare ti devi indebitare. L’economia delle partite iva è malata da anni, a causa delle leggi inventate per far spendere continuamente denari per essere in regola con delle norme create ad ok per enti ideati per poter formare posti di lavoro per servizi inutili.

L’Italia sarebbe uno stato ricco, bello, con gente laboriosa. Ora però si sta impoverendo con la gente sempre laboriosa ma molto preoccupata e infelice.

Sono certa che questa malattia scompare come tutte le malattie che si sono susseguite su questo pianeta. L’unica malattia che non so se riuscirà a guarire e la macchina burocratica di questo stato.

Nessuno vuole produrre un vaccino adeguato a distruggere questo meccanismo perverso.

Forse perché il vaccino distruggerebbe le cellule che compongono questo governo, quindi è meglio mantenere una nazione malata, piuttosto che darle una cura adeguata. Quando dicono quelle due parole “ cura Italia”, scoppio a ridere, perché a me pare tanto “inxxla Italia”, immaginatevi poi detto da un cinese e ne esce veramente una barzelletta.

Sorrido serena perché so che tra poco torno a lavorare, il che vorrà dire spostare l’attenzione nuovamente sulle persone. Finalmente la mente potrà spaziare all’esterno delle mie quattro mura e sentire quel vociare sulla strada che mi ha sempre fatto compagnia.

Se faranno nuovamente una manifestazione di protesta a Roma io ci andrò?

Certo che ci vado, con una bella bandiera con sopra scritto “giustizia e libertà”. Perché se vengono usate entrambe riusciremo a ritornare quella grande nazione che è composta da persone meravigliose e dal cuore enorme.

Buona giornata. Lisa

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