Diario dal corona virus 48


Oggi è il 6 maggio 2020, 44 anni fa qui in Friuli abbiamo subito un terremoto terribile. Quasi mille i morti in quella notte. Facendo due conti in morti per covid 19 qui in Friuli dopo due mesi mi pare siano 330.

Potrei finire qui di scrivere, perché come tutti ben sappiamo le persone morte per questa epidemia sicuramente avevano anche altre terribili patologie in atto, e forse il motivo della morte non è il covid. Invece nel terremoto le persone morte erano sane, bambini, giovani, vecchie. Il terremoto non ha guardato in faccia nessuno. Il covid invece è abbastanza selettivo, gli piacciono gli ammalati e deboli nelle case di riposo, mentre se sono giovani e curati in tempo guariscono bene.

Perché faccio questa considerazione tra questi terribili eventi?

Mi sarebbe piaciuto da giovane fare la giornalista, riportare i fatti che accadevano nel mondo, per mettere a conoscenza la collettività di ciò che avveniva intorno a loro. Invece la sorte ha deciso che era meglio che facessi la parrucchiera per non farmi vivere di denunce, magari dovendo anche scontare qualche pena, perché avrei fatto articoli che portavano alla luce cose scomode.

Il terremoto ci ha insegnato ad affrontare e superare le difficoltà della vita come comunità, non lasciandoci abbattere dal dolore.

Ovviamente parlo di numeri, non sottovaluto questa strana malattia, ma non voglio vivere terrorizzata e con l’ansia. Ho più paura di avere un tumore, un’ischemia, la sla, piuttosto che il covid 19 dato che la sua mortalità alla fine non è così alta.

Ci hanno talmente tanto martellati con questa malattia che ora sembra che la morte arrivi soltanto da quella. Premetto che i bambini che muoiono di fame sono circa 7000 al giorno, ma questi ovviamente non fanno testo perché si trovano altrove.

Il terremoto di nome corona virus, non ci ha spaventati per un minuto circa ma bensì per due mesi, ci tiene in sospeso tra la vita che ci aspetta fuori dalle nostre mura e la morte dello spirito chiusi da queste stesse mura.

A volte mi chiedo da cosa ci stiamo proteggendo dato che ora hanno scoperto un paio di cure, qui in Friuli con l’ozono terapia, oppure con il plasma del sangue di chi è guarito.

Credo che il mio desiderio di riprendere una vita normale sia più forte della paura di ammalarmi.

Non sono una persona scriteriata, anzi, ma sono una persona che cerca delle risposte alle proprie domande.

La verità a volte è così semplice, ma siccome abbiamo paura del giudizio altrui, la evitiamo, per non essere messi da parte.

Ci sono malattia peggiori di questa strana influenza, eppure sembra che le abbiamo dimenticate. Si moriva di più di incidenti stradali che di covid, ma non per questo hanno vietato alla popolazione di andare in giro in auto.

Oggi abbiamo le risorse che ci servono per proteggerci, ma sembra che anche quelle non siano sufficienti perché la paura ha tolto il buon senso alla popolazione.

Se tornasse un terremoto che distruggerebbe nuovamente il Friuli, voglio proprio vedere chi si preoccupa prima di uscire di casa di prendere la mascherina i guanti o i disinfettanti.

Solo una paura più grande ci farebbe tornare il buon senso?

Per quanto ne possiamo sapere, non ci hanno fornito di dati certi di chi è morto solo per covid. Questo è il mio dubbio e cruccio.

La scienza ha detto tutto e non ha detto niente. I governi hanno fatto un sacco di confusione.

Mi ricordo la sera del terremoto. Mia madre stava lavando i piatti in cucina, io e mio fratello eravamo in salotto a guardare la tv. Mio padre era al bar sotto casa. Ad un tratto abbiamo sentito tremare tutto. Io e mio fratello eravamo divertiti perché credevamo fosse la mamma che battendo i piedi facesse tremare la casa. Gridavamo in coro : – Mamma ancora, mamma ancora. –

Ricordo che mia madre ci raggiunse ci prese per le braccia, a me diede due ceffoni perché non avevo le ciabatte ai piedi, mi sedette sul tavolo mi mise le scarpe e disse: – Che sia l’ultima volta che stai coi piedi scalzi. –

Mia madre credeva che fosse scoppiata la caldaia giù al pian terreno. Mio padre ci raggiunse sulle scale e scappammo fuori. Dormimmo quella sera nel 126 in mezzo ad un campo.

Ricordo lo sgomento il giorno dopo negli occhi dei miei genitori quando seppero cosa era successo da Maiano in su, anche perché la nonna e la zia di mia madre abitavano a Mels. Morirono entrambe sotto le macerie. Tempo dopo, quando siamo andati a vedere le macerie della casa della bis nonna, ricordo che cercavo il contenitore di vetro dove lei teneva le caramelle che a me piacevano tanto. Forse era un modo per riuscire a non spaventarmi per il fatto che quelle due donnine non le avrei più riviste.

Non ho avuto paura del terremoto ma della rabbia di mia mamma si, perché per anni non mi toglievo le scarpe a casa per pura di sentirle di nuovo. Ricordo il panico negli occhi di mia madre, ma l’avevo interpretato come il fatto che lei sbattendo forte i piedi sul pavimento, aveva combinato un danno, perché ho sempre creduto che mia madre fosse fortissima, tanto forte da far anche tremare la casa.

Il terremoto corona virus, mi lascia alquanto perplessa, perché non mi da alcuna certezza.

I media ti possono raccontare ciò che vogliono. Chi li smentisce viene accusato di fare fake news, quindi come dico sempre, seguo le regole, ma resto con le antenne alzate. Ascolto tutto e tutti e traggo le mie conclusioni, giuste o sbagliate che siano almeno sono mie.

Ringrazio il cielo di essere in Friuli e non in Lombardia, di essere scampata al terremoto, di essere relativamente sana, dato che qualche acciacco ce l’ho anche io.

A tutto riusciamo a far fronte, so che supereremo anche questa cosa.

Il resto sono solo parole. Un pensiero va a chi non c’è più, e so che da lassù ci guardano dicendo:

– Ma trop stupis sono la ju . – ( ma quanto stupidi sono laggiù ).

Solo quando lasceremo questa vita sapremo la verità degli eventi e perché abbiamo dovuto vivere certe situazioni.

Quindi alla fine godiamoci questo viaggio, bello o brutto che sia.

A volte ciò che vediamo non è quello che sembra.

Come ho sempre spiegato alle mie clienti, lo specchio inganna chi lo guarda, non riflette realmente ciò che sei e ciò che gli altri vedono di te. Quindi tu hai un’immagine distorta di te stessa allo specchio.

Questo vale anche nella vita, non sempre ciò che vedi è reale, a volte siamo indotti a vedere ciò che altri vogliono.

E con queste grandi perle di saggezza taroccata, (forse fabbricata in Cina) saluto e ringrazio per la cortese attenzione accordatami.

Buona giornata, Lisa

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