Diario dal corona virus 46


4 maggio 2020, ben venuti nella fase 2.

Finalmente abbiamo raggiunto l’obiettivo della fase due, dove la popolazione deve cominciare a convivere con il virus, avendo l’opportunità di fare una passeggiata più lunga e incontrare qualche congiunto.

Molti sono spaventatissimi di queste nuove piccole libertà, temono che il virus si possa propagare nuovamente e alla fine si debba tornare chiusi in casa.

Altri invece trovano la fase 2 uguale alla fase 1, quindi chiusi in casa perché comunque non hanno nessuna voglio di vedere i congiunti.

Come dico sempre, molte teste molte idee.

Come la vedo io?

Ricordo che abbiamo fatto il lockdown per mettere in sicurezza gli ospedali che avevano le terapie intensive che scoppiavano. L’intento era quello di poter nell’eventualità curare tutti, non fare delle scelte in base all’età.

Oggi le terapie intensive si sono liberate e ne hanno costruite di nuove, quindi, sicuramente si può far fronte ad un eventuale ricaduta.

Ora i medici e gli infermieri hanno le idee molto più chiare e i mezzi per far fronte all’aggravamento di questa malattia.

Inoltre in quel periodo non avevamo mascherine, gel igienizzanti, per poterci proteggere l’uno dall’altro. Ora direi che siamo organizzati per affrontare all’esterno delle nostre case questa pandemia.

Dimentichiamo inoltre che il nostro corpo ha delle spettacolari difese immunitarie, dargli fiducia a volte non fa male, anche perché nel novanta per cento dei casi le persone subiscono questa malattia come se fosse un’influenza. Premetto che non sto banalizzando il problema, forse se venisse a me sarei una di quelle che sarebbe ricoverata in terapia intensiva e con la fortuna che mi ritrovo ci lascerei le penne, maledicendomi per la mia superficialità.

Ma questo non toglie che la vita deve comunque andare avanti per tutti.

La paura di ammalarsi è la fase iniziale di qualunque malattia. Persone vivono d’ammalate per tutta la vita non perché sono ammalate, ma perché temono di essere ammalate.

La fase 2 è un esperimento per vedere cosa accade con il virus e con le persone in queste due settimane. Se non usciamo di casa, neanche gli esperti dispongono dei mezzi per capire se questo virus ha perso la sua aggressività. Se continuiamo a stare a casa, potrebbero si finire i contagi, ma quando poi si riapre sul serio tutto cosa succederebbe?

Poi ripeto, non so nulla e non mi intendo di niente, prego solo che il nostro buon senso abbia la meglio sulla paura e sull’egoismo individuali.

Mi sento, quando esco di casa, sempre un po’ impaurita perché temo che l’autocertificazione non vada bene, controllo cento volte se ho la mascherina e i guanti, temo di prendere la multa se per caso da sola tengo la mascherina sul mento perché quando c’è l’ho sulla faccia mi sembra di soffocare. Premetto che non metto neanche la sciarpa sulla bocca quando fa freddo, immaginate il mio disagio con la mascherina che credo sia quello di molti. E’ paradossale come l’unica paura che non ho mai avuto è quella del virus, però ho paura di essere un portatore sano quindi mi bardo come se dovessi andare a lavorare in ospedale.

La mente ti crea scenari continui per tenerti al sicuro da paure più grandi. Perché se dovessi avere paura di essere contagiata dal virus, non avrei contatti proprio con nessuno, mi sarei isolata da mio figlio e mio marito che vivono con me e sarei felice di stare lontano da mia figlia che vive in un’altra regione. Allora in quel caso sarebbe follia, perché se la paura prende il sopravvento sul buon senso arriviamo alla fine dell’umanità.

Diciamo che per molti la libertà d’andare al cimitero a trovare i propri cari, oppure fare attività fisica all’aperto, o semplicemente andare a trovare una persona cara gli da la sensazione di essere tornato alla normalità. Alla fine gli esseri umani hanno bisogno di poche cose per sentirsi liberi.

Io di cosa ho bisogno?

A parte di lavorare, ho bisogno di poter uscire di casa senza aver paura di essere fermata e multata per qualche cosa che nella vita normale era un mio diritto.

Se la fase 2 pian piano mi porta a questo, come ho seguito le regole della fase1 faccio la brava anche nella fase 2. Non perché ho paura di un virus, ma perché ho rispetto delle persone.

Mi piace pensare che ritornerò a mangiare la pizza e a bermi una birra con le persone a me più vicine nella mia pizzeria abituale. Oppure uscire dal Friuli per andare a trovare chi ho lontano per poter fare due passi in allegria, magari facendo compere per gratificarci con qualche oggetto nuovo.

Che la fase 2 ci porti dritti dritti alla libertà che tanto ci manca.

Ho fiducia nella fase2?

No. Però come sempre ho fiducia nell’umanità, nella capacità dell’essere umano di adattarsi e riprendersi la propria vita perché essendo solo una va vissuta pienamente.

Buon inizio fase 2 a tutti, riassumendo: non vuol dire liberi tutti, usate la testa, le mascherine, i guanti, lavatevi le mani, non abbracciatevi, camminate ad un metro l’uno dall’altro, usate i disinfettanti, e dato che siamo mascherati possiamo organizzarci per fare le rapine, tanto non ci riconosce nessuno, se poi mettiamo gli occhiali da sole, direi che oltre a non capirci quando parliamo, siamo ancora più irriconoscibili, basta che non facciamo assembramenti.

Buona giornata. Lisa

Share Button