Diario dal corona virus 43


Che bellezza, oggi è la festa dei lavoratori.

Non vado in negozio a lavorare, mi prendo una giornata di relax.

Il 1 maggio del 1886, a Chicago ci fu una rivolta con tanto di morti tra poliziotti e operai che volevano avere un orario ridotto di lavoro, da 12 o peggio 16 ore al giorno portarle a 8 .

Fortunatamente che sono riusciti a fare questa cosa, perché a volte mi è capitato di lavorare per 12/13 ore in un una giornata, e credo che se dovessi farlo di regola ogni giorno sarei già morta. Da giovane riuscivo a tenere certi ritmi, adesso il fisico a volte non me lo consente.

La domanda sorge spontanea. Il governo ha detto che chi riapre la propria attività dopo lockdown può tenere aperto sette giorni su sette anche dalle 8:00 del mattina alle 22:00.

Quindi parliamo di 14 ore al giorno se bastano.

Fantastico non vedo l’ora. Come faccio, non sono una macchina. Però sono determinata, e farò leva sulla mia determinazione, sulla forza di volontà e sul fatto che so che ho superato di tutto e supero anche questa. Inoltre sono consapevole che per dare il servizio migliore deve essere in piena forma, lucida e serena. Se sono distrutta verso la nona ora, non accetterò appuntamenti, perché voglio che i miei clienti abbiano il meglio di me, non le briciole o le ultime risorse.

I lavoratori, quelli veri, quelli di tutte le categorie, che siano dipendenti o titolari che amano il loro lavoro, hanno il diritto di svolgerlo al meglio, senza annientarsi per esso.

Mi auguro che questo governo, riporti l’equilibrio di entrambe le parti, perché se l’azienda non lavora non può avere operai, ed entrambi diventeranno disoccupati, non più lavoratori dignitosi, ma persone che vivono nell’incertezza.

La festa dei lavoratori mai come oggi dovrebbe essere sentita, certo c’è un’epidemia, ma anche nelle epidemie bisogna avere la possibilità d’avere dignità certezze per il futuro, per tutti.

Molti obbiettano, per paura della malattia, la possibilità di riaprire, di muoversi. Ma i lavoratori quelli veri che siano dipendenti o autonomi vogliono muoversi, desiderano lavorare con le dovute precauzioni, perché la vita deve continuare.

Nei vari dibattiti più o meno cattivi che si leggono sui social, una sola persona mi ha fatto simpatia quando ha detto ad un’altra : “ se tu hai paura resta a casa, io non ho paura per cui voglio tornare al lavoro”.

Va bè non vi dico gli insulti che sono partiti da ambo le parti, poi si sono aggregati altri chi dava ragione all’uno chi all’altro, sempre tra vari epiteti. Nei vari discorsi tre parole cento ingiurie.

Leggo divertita questi attacchi che ci diamo gli uni verso gli altri, sordi nell’ascoltare l’altro. Inconsapevoli che siamo tutti della stessa categoria, lavoratori. Gente per bene, che cerca di sopravvivere agli eventi della vita.

Invece ci vediamo come nemici da combattere, quando quello da combattere è altrove, talmente in alto che neanche lo vediamo o lo consideriamo. Accecati a combattere tra di noi invece di cercare di combattere per riavere i diritti che ci sono stati tolti ancora prima di questa pandemia.

Ci siamo abituati ad accettare la caramellina che il governo ci dava mentre per dietro lui si mangiava la torta a tre piani con la panna e i bignè, bevendosi pure lo spumante, mentre noi illusi succhiavamo quella misera caramella credendo addirittura fosse buona.

Hanno messo datori di lavoro contro i dipendenti e viceversa, e noi abbiamo semplicemente retto il loro gioco.

La festa dei lavoratori, dovrebbe diventare l’alleanza dei lavoratori, per il bene di tutti non di uno solo.

Poi ricordo questo è un mio pensiero, si può essere d’accordo o meno, fermo restando che gli evasori sono sempre le partite iva e gli imprenditori, i quali sfruttano gli operai per arricchirsi alle loro spalle. Mentre gli operai hanno solo diritti, sono mangia soldi per le aziende che gli danno lavoro e chi più ne ha più ne metta.

Insomma per farci la guerra possiamo tirare fuori qualsiasi argomentazione.

Guardiamoci in faccia, vediamo quanto gli uni sono indispensabili per gli altri, nel rispetto dell’individuo e delle sue capacità. Solo così uniti possiamo far saltare questo sistema fallito, che non pensa più all’individuo ma alla mera finanza, non di una piccola o grande azienda ma di poteri che noi riusciamo neanche a individuare.

A me piace lavorare, piace anche poter godere del tempo libero con le persone che amo.

Non dimentichiamo che siamo tutti uguali, tutti con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Finiamola di accontentarci della caramella….

Buona festa dei lavoratori. Lisa

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