Diario dal corona virus 39


Credo di essere la donna più fortunata del mondo. Ho ancora da fare un mese e mezzo di ferie, il presidente del consiglio Conte ha consigliato così ieri sera.

Tra lo sgomento e la nausea non so cosa sia peggio.

Credo che ormai si stia rasentando la follia. Ci avevano detto di chiudere per quindici giorni, per mettere in sicurezza le terapie intensive e gli ospedali.

Ok quindici giorni, per una piccola azienda individuale è fattibile. Certo si può fare.

Poi ci chiedono di tenere chiuso altri quindici giorni, tanto ci aiuterà lo stato a sopravvivere.

Tu ovviamente in buona fede ci credi, poi è per un bene comune, bisogna fare in modo di evitare i contagi. Ok ci credi. Anzi ci vuoi credere, perché tu sei in buona fede.

Siamo già ad un mese di chiusura, le tue risorse finanziarie sono collassate. Ti chiedi se c’è la farai ad andare avanti, fisicamente stia bene, sei in forma ma resti fermo. Devi aspettare, non vorrai mica essere l’untore…..

Cominci a porti delle domande. Tra dicembre e marzo hai lavorato con ogni tipo di persona, raffreddati, febbricitanti, alcuni con tosse che sembravano pronti a morire eppure sei sempre stata bene. Per tutti questi mesi, nessuno ci ha fatto mettere mascherine e affini. Perfetto, direte voi, grazie al fatto che ci si è fermati nessuno si è ammalato.

Eppure nei supermercati, con l’affluenza di gente che hanno tutti i giorni, in quanti si sono ammalati? Bo?

Temo che si stia creando un panico superiore del problema. Sono ancora d’accordo nel aver fermato tutto, meglio prevenire che curare. Ma sono passati 47 giorni, in genere le quarantene duravano quaranta giorni, ora più di cento? Qualche cosa non mi torna.

Sei asintomatico? Allora sei sano, hai la febbre? Stai a casa.

Il buon senso è sparito lasciando spazio a del becero terrorismo.

Dovete disinfettare gli ambienti….Mica sono in ospedale!

Uno solo per automobile. Ma se ci dormo con quello in auto con me.

Cammini solo in un campo, prendi la multa, fare la coda fuori dal supermercato invece no.

Non sono una scienziata, ma sono una parrucchiera che ha studiato le regole fondamentali dell’igiene del negozio. Premetto che la mia famiglia taglia i capelli da almeno quattro generazioni.

Da un parrucchiere anche se dovesse usare il pettine e la spazzola più sporca in assoluto, passandola sul pavimento, non si prende alcuna patologia, perché fino a prova contraria la pelle fa da barriera a tanti microbi. Voi direte che questo è un virus….Il pettine o la spazzola mica te la faccio baciare o respirare, inoltre si lavora su capelli e cute lavati, usiamo prodotti chimici che anche il diavolo teme, e avete paura di un asciugamano che viene appoggiato sulle spalle, sopra i vostri stessi vestiti, quando invece andate in un negozio di abbigliamento a provare pantaloni, gonne, maglie venuti a contatto con la pelle di tutti.

E’ una follia anche per i negozi di abbigliamento che dovrebbero disinfettare ogni abito provato dal cliente.

Vogliono farci diventare microfobici.

Sono incattivita da questo sistema, è più probabile che prendi un virus in ospedale che da un parrucchiere o un’ estetista, e in qualsiasi negozio. Ma vogliono farci credere che ovunque ci si ammala anche camminando per strada da soli.

Certo salviamoci tutti dal virus, ma voglio proprio vedere come faremo a salvarci dalla fame e dalla povertà che questo sistema sta creando intorno a noi.

La paura non è la soluzione. Il buon senso invece si.

Se potete andare dal giornalaio, o al supermercato, con una mascherina e un paio di guanti, è ovvio che potete andare dal parrucchiere, nel bar, dall’estetista, a fare compere nei negozi di abbigliamento , si può anche andare al mare, in albergo , ovunque. Basta usare il buon senso.

Poveri noi, crediamo a tutto ciò che tv e giornali ci dicono, senza vedere ciò che si muove attorno a noi, cercando di comprendere la verità.

Non sono un untore, metto la mascherina e i guanti per proteggere chiunque, ma nessuno ci può proteggere dalla morte, non quella del corpo che tanto temiamo, ma la morte della libertà e della vita.

Scusate lo sfogo, ma questa è la mia vita, la mia dignità, e la mancanza di buon senso di un governo impaurito, mi ha portato via, senza poter scegliere.

Ero preparata a fallire per causa mia, ma fallire per causa del governo proprio no.

Non è riuscito ad abbattere le piccole attività vessandole con tasse onerose e assurde, allora crede di riuscirci con un virus.

Ma noi artigiani e commercianti abbiamo la pellaccia dura, non ci lasceremo distruggere così. Ci rialzeremo, perché siamo dei combattenti. Alcuni periranno, ma chi vincerà, lo farà in nome loro.

E comunque sia, non ho mai fatto vacanze tanto lunghe, peccato chiusa in casa e senza soldi.

Se non fosse da piangere, a me viene da ridere.

In bocca al lupo a tutti quelli come me, e non solo.

Buona giornata. Lisa

P.S.: inoltre non ci si può muovere da una regione all’altra, quindi ancora non posso vedere mia figlia, e forse di tutta questa situazione è la peggiore.

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