Diario dal corona virus 36


Panico. Questa mattina vado in negozio per chiamare i miei fornitori abituali, per ordinare i presidi che servono contro il covid19. Questi stanno ancora chiusi.

Mi sorge un terribile dubbio che non apriremo tanto presto. Come al solito però la mia parte positiva quella che vede tutto rosa, che è innamorata della vita, che crede ancora alle favole, come è uscita, le ho dato una fracassata di botte e l’ho ricacciata nella sua lampada magica. Che cavoli è ora che emerga la strega cattiva, quella senza scrupoli, sempre pronta ad usare tutto il suo potere per raggiungere i suoi scopi.

Alla fine arriva il moderatore, quel cavolo del buon senso che mi dice di pazientare ancora un pochino. Possibile che questo abbia sempre la meglio su di me? Va bene lo ascolto e ritorno a casa a sedermi sul divano. Lo ammetto ho uno di quelli di poltronesofà, divani di qualità. Posso assicurarvi è vero. In questo periodo che lo sto usando quanto le mutande è resistente, comodo, accogliente.

Avevano ragione a fare tutta quella pubblicità, forse loro lo sapevano già da anni della quarantena e volevano tenerci comodi a casa.

Credo che dovrei pensare ad altro, tipo….

Tipo?????

Ecco inizia il vuoto mentale. Che benessere.

Chi mi conosce dirà che ho sempre avuto il vuoto mentale, a questi rispondo che devono smetterla di essere invidiosi del mio benessere, dato che loro pensando sono tutti contriti e infelici.

Finite le polemiche che mi sono tagliate e cucite tutte da sola, oggi che è venerdì e come al solito non ho nulla di interessante da fare, tranne che vagare come una “agana” per casa, mi ritrovo ancora davanti a questo computer, sfogo delle mie frustrazioni da segregata in casa.

Faccio un giro di telefonate. Prima mia figlia Alessandra, ed un’ora è passata in un attimo, poi ad un’amica trentasei minuti come il diario dal corona virus di oggi. Basta telefono che ora l’orecchio mi si è surriscaldato.

Cerco un libro nella mia libreria fornitissima. Pensavo di averlo preso. Non lo trovo. Ero certa di averlo riposto su quello scaffale, ma niente, non lo vedo. Ovviamente lo cercavo nel posto sbagliato, perché non l’ho preso cartaceo ma bensì in formato digitale.

Se vi può interessare è “ Angeli e numeri” di Doreen Virtue.

Il 36 è il numero che rappresenta questo giorno del diario. Il messaggio degli angeli di oggi è:

I maestri ascesi ti chiedono di focalizzare i tuoi pensieri sullo spirito e di affidare loro qualsiasi preoccupazione materiale.

Ecco, tutto il mio preoccuparmi per i presidi del mio negozio, dei fornitori chiusi, è un pensiero che devo lasciare andare. Affidare tutto questo a questi maestri ascesi.

Il buon senso che vince sempre, li lasciare andare, il non trattenere la nostra ansia per qualche cosa che non puoi controllare.

Si perché non posso controllare la riapertura del mio negozio, non dipende da me e dalla mia volontà, ma dalla volontà di chi ci governa. Quindi da qualche cosa che è ancora molto più distante da me, dato che non posso telefonare e chiedere di farmi aprire.

Interessante come mi venga chiesto da questo messaggio angelico di affidare questo problema materiale a qualche cosa di astratto e ritrovarmi nella materialità con la decisione di qualcuno si materiale, ma talmente lontano e astratto a sua volta.

Mi stupiscono sempre questi messaggi. Perché ogni volta che mi ricordo di questo libro possono passare mesi prima di consultarlo, ( ecco il fatto che non mi ricordavo di averlo in forma digitale)e ogni volta mi rasserena e rassicura su qualche questione spinosa della mia vita.

Fantasia? Coincidenza? Sono solo una povera credulona?

Chi se ne importa, se una cosa ti fa stare bene e ti conforta perché rinunciarci.

Tutto ciò che ci migliora la vita deve essere preso in considerazione, un libro, un divano, la pentola a pressione.

Si la pentola a pressione certo. Sai che bene quando hai fame, vuoi un buon risotto, ma venti, venticinque minuti sono una eternità, con la pentola a pressione sette minuti, ed esce cotto giusto e cremoso come quello di un grande chef ( di Canavacciuolo mi faccio un baffo).

I tradizionalisti si possono pure risentire, ma se questo mezzo risolve un mio problema perché non usarlo.

Si lo so, potrei sembrare fuori di testa, ma gli arresti domiciliari non è che ti lascino molto spazio nel rimanere in pieno delle tuo facoltà. Se non fossimo un po’ folli e a volte non sdrammatizzassimo questa triste situazione, allora si che ne usciremmo pazzi.

Mi auguro solo che quando tutto questo sarò finito, non saremmo tutti spaventati di farci ammalare l’un l’altro, perché se quando a gennaio e febbraio giravamo ovunque senza paura alcuna e senza protezioni, ora che le protezioni le abbiamo non diventiamo paranoici e virusfobici.

Altrimenti, quando usciremo da casa non saremo liberi di vivere, ma schiavi di paure che alla fine logoreranno il nostro vivere assieme.

Ieri pomeriggio camminando fuori casa, ho visto una lepre, una rana, e tanto verde….

Non credo di aver mai camminato fuori casa alle quattro del pomeriggio di giovedì da quando avevo 15 anni, perché ho iniziato a lavorare a quell’età, ragion per cui mi sono goduta il momento con un sole meraviglioso e i profumi della primavera. Cosa potevo desiderare di più?

Oggi invece divano ad oltranza mi sa, facciamo onore a coloro che lo hanno costruito per me.

Va bé…. Vado a grattugiare le carote, non dite a nessuno che lo faccio con il robot da cucina, per far credere che ci ho messo molto tempo dico sempre che le ho grattugiate a mano, così dò valore al mio operato (fatto a mano) e l’impressione che ho fatto qualche cosa che mi ha portato via una sacco di tempo mettendoci parecchio impegno.

Lasciando i miei problemi lavorativi ai maestri ascesi vi auguro una buona giornata.

A domani Lisa

Share Button