Diario dal corona virus 35


C’è qualche cosa di meglio per te.

Che bella frase, se solo riuscissimo ad accettarne l’essenza.

Perché noi crediamo che non meritiamo mai il meglio. Ci accontentiamo, ci richiudiamo nella paura di non guardare oltre ciò che ci hanno portati a credere.

Il meglio.

Speriamo che vada per il meglio. Ti ho dato il meglio che potevo.

Alla fine però c’è sempre un accontentarsi.

Credo che il meglio debba sempre arrivare e quando pensi di avere fatto il meglio, non c’è limite nel migliorarsi.

Voglio qualche cosa di meglio per me.

Il problema è uno e solo quello. Cosa è che voglio veramente?

Ecco perché non riusciamo ad arrivare al meglio per noi. In primis perché non sappiamo realmente cosa vogliamo, poi crediamo di non meritarcelo.

Se solo imparassimo ad avere pazienza e fiducia su quella cosa che è superiore a noi e attraverso il mondo, ci da le opportunità di ricevere il meglio.

Non credendo in questa cosa, ovviamente, le opportunità passano inosservate, lamentandoci poi, che la vita con noi è ingiusta.

Perché aspettiamo che siano sempre gli altri a renderci la vita migliore? Non ho trovato l’amore gusto, non mi piace il mio lavoro, volevo vivere in un altro posto, eccetera.

Il lamento non porta alla soluzione, e non ti lascia vedere le opportunità che l’universo ti mette davanti agli occhi. Perché se Dio ci ha dato il libero arbitrio vuol dire che dobbiamo scegliere di vedere le opportunità e usufruirne, Lui non ce le può imporre.

Il suggerimento è che c’è qualche cosa di meglio per te.

Se chi avesse orecchi per sentire e occhi per vedere, agisse, come sarebbe diverso questo mondo.

L’unica cosa che possiamo fare è aspirare al meglio anche nel peggio.

Non abbattersi e avere fiducia, quella fiducia che è una cosa così astratta eppure è quella ideologia che ti porta a non mollare, a vedere oltre la nebbia, a intravvedere un lumicino nel buio.

Fiducia che l’universo, Dio, o come lo volete interpretarlo, non vi lasci soccombere, vi faccia arrivare gli aiuti di cui avete bisogno.

Quando ero bambina c’era una preghiera che dicevo sempre prima di dormire.

Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina custodisci reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste Amen.

In quella preghiera sentivo fiducia. Ero affidata ad un angelo, e gli angeli, vogliono solo il meglio per te. ”Reggi e governa me”, credo che mi abbia retto e sorretto nei momenti più bui della mia vita, governato nel senso mi ha indicato la via per uscire da quel buio, illuminandomi il cammino per non farmi inciampare.

La fiducia è stata ben riposta. Sono stata aiutata mai costretta.

Le frasi arrivano sempre per un motivo, mai nulla è a caso.

In questo periodo così buio per la nostra società questa frase, “c’è qualche cosa di meglio per te” è un invito alla fiducia, sicuramente per ognuno di noi ci sarà molto di più di quel che crediamo.

Imparando ad accogliere le opportunità e non più a lasciarcele sfuggire.

Oggi è giovedì 23 aprile 2020, una data qualunque di un giorno di quarantena, eppure vorrei ricordarlo come il giorno del “ qualcosa di meglio per me“.

Così per dire, non ho nulla da insegnare, i pensieri scorrono, fluiscono e arrivano mi “sbalottano” e poi se ne vanno. Quando rileggo ciò che ho scritto sorrido, mi compiaccio della follia perché è fonte di grande svago.

Fortunatamente rimane tutto dentro a delle pagine dette tra noi, e quando ci rincontreremo per la strada, avendo condiviso queste poche parole saremo complici di quella fiducia, non tutti capiranno i nostri sguardi dietro le mascherine, ma noi saremo consapevoli che possiamo aver di meglio, sempre e comunque, perché le mascherine ci lasciano fuori gli occhi, per vedere le opportunità da prendere al volo.

Vi auguro a tutti qualche cosa di meglio.

Buona giornata. Lisa

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