Diario dal corona virus 32


Oggi sarà una giornata diversa dalle altra, è nuvoloso, e cadono due gocce d’acqua dal cielo. Certo neanche il cielo riesce a piangere.

Faccio il punto della situazione. Sono ancora qua.

Mi rendo conto che aspetto con trepidazione il telegiornale per capire quando mi daranno la delibera per riaprire il negozio.

Sui social sento tanti di quegli imprenditori ormai arrivati alla frutta perché gli mancano le risorse.

Tra affitti, fornitori, bollette, senza incassare non possono onorare i loro impegni. Il dramma è che la maggior parte di loro non aveva risorse, perché non è più come una volta, l’imprenditore fa girare i soldi ma non li accumula. Questo è il problema.

Mi auguro solo che il lavoro riparta, altrimenti se gli imprenditori non riescono a far girare i soldi, neanche lo stato avrà più i soldi per le pensioni, i medici, i dipendenti pubblici. Allora arriveremo al tracollo. Perché è chi crea l’economia che rende ricco uno stato, non chi offre servizi.

Scusate lo sfogo. Solitamente il lunedì mattina facevo una piccolo resoconto per capire come era l’andamento della mia piccola impresa. Oggi che non serve che capisca come va la mia attività, tanto è a zero, mi sono fatta due conti per capire l’andamento dello stato. Credo che, se non ci fanno ripartire, da qui a breve, non ci saranno più pensioni e stipendi vari perché se lo stato non incassa da quelli come me non ha risorse per pagare tutto il suo organico.

Questo mi spaventa un sacco, perché tutti arriveremmo alla povertà e noi italiani non meritiamo questo tipo di trattamento.

Ma siccome sono positiva di natura, tranquilli che entro il 4 maggio riapriamo tutti. L’economia anche se a rilento ricomincerà, con un piccolo debito pubblico lo stato si ripiglia e nessuno resta in mutande.

In fin dei conti, abbiamo superato di tutto, quindi superiamo anche questa.

Il tempo nuvolo di oggi senza ombra di dubbio mi porterà sul divano con un buon the caldo, ho quello della lipton una confezione gigantesca che avevo trovato in sconto, presa ancora a gennaio, prima di finirla ne devo fare di quarantene…..

Senza biscotti che altrimenti il mio sedere prende dimensioni inusuali, e magari quando esco rischio una multa per assembramento.

Inoltre quando mangio i biscotti con il the mi viene anche acidità di stomaco.

Oggi ho il vuoto mentale, sento la radio della vicina, cosa alquanto rara, saranno i figli a fare da padrone perché la gioventù alza la musica a manetta. Devo ammettere che anche io sono una di quelle che la musica la sento a volume alto, altrimenti come fai a farti travolgere dalla melodia.

L’altra sera ho visto il programma con Roberto Bolle, il ballerino classico, con una struttura fisica pazzesca. Quello che però ha attirato la mia attenzione erano le movenze, i giochi armonici che il corpo umano riesce a realizzare. La danza in tutte le sue forme è affascinate, non mi ero mai realmente interessata a questo tipo di disciplina, ma devo ammetterlo che come la musica, anche questa forma d’arte di trasporta in fondo ai sentimenti alle emozioni. Il corpo recita senza parlare.

Bellissimo veramente.

Ammetto che non sono ballerina, perché la mia interpretazione potrebbe essere quella di un manico di scopa, però guardare questi ballerini mi ha estraniata dalla quarantena, della epidemia, dalle preoccupazioni.

Mi viene da dire che la vita è come una danza, ci vuole tempo, dedizione e passione per imparare i passi, ma alla fine quando hai imparato, il tuo corpo sarà fluido e aggraziato e porterà al mondo grandi ricchezze emotive.

Anche quando fanno vedere in timelapse ( video veloce) un fiore che cresce e sboccia, oppure un cantiere in costruzione, tutto sembra danzare.

Vi auguro un buon inizio settimana.

Buona giornata. Lisa

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