Diario dal corona virus 31


Che meraviglia sorridiamo alla vita. E’ domenica e dato che ancora non andate a messa, vi tengo compagnia con il racconto. Oggi vi faccio un racconto anziché la favola per cambiare genere.

Coraggio cercherò di non farlo troppo lungo per non annoiarvi.

Sul racconto in caso vi interrogo tutti domani.

La gita

– Dovi mi porti oggi? – Chiese Alice, mentre metteva il suo abito della festa.

Luca la guardava mentre si vestiva. Le sue forme morbide e aggraziate, che si muovevano delicatamente tra pizzi e ricami, lo rasserenava. Sarebbe rimasto per ore ad osservarla.

– Luca per favore, non stare lì impalato, mi aiuti a chiudere la lampo? –

L’uomo goffamente con le sue dita grandi cerca di chiudere la piccola cerniera del vestito senza prendere la delicata pelle delle moglie.

Alice scoppia a ridere. – Sei il solito imbranato, fai fatica a vestirmi come pure a spogliarmi. –

Poi gli prende dolcemente il viso tra le mani e lo bacia sulla bocca. La barba un po’ incolta le pizzica il naso. – Tesoro, se mi lascio crescere i baffi pure io, potremmo fare effetto velcro. –

Luca è appagato, non poteva chiedere di meglio che una moglie come Alice. Un po’ esuberante per certi versi, ma così femminile e delicata per altri.

– Luca ancora non mi hai detto dove andiamo? –

Luca sorride, gli piace da pazzi farla stare sulle spine. Certo perché alla fine, per farsi dire le cose Alice gli butta le braccia al collo amoreggiando con lui, e questa cosa lo fa impazzire.

– Se scendi mi prepari un caffè, e mi tagli un pezzo della torta che hai fatto ieri te lo dico. –

La donna gongolante scende in cucina. Luca finisce di sistemare la cravatta, mette l’orologio e la raggiunge.

– Ecco è tutto pronto, allora mi dici dove andiamo? –

Luca sorseggia il caffè con calma, abbassa lo sguardo, il piedino destro della consorte tamburella sul pavimento. La guarda, le braccia conserte, il suo cipiglio solito che fa lo fissa con impazienza.

– Allora? …. me lo dici o no? –

Luca con calma addenta la fetta di torta.

– Ok va bene, intanto che finisci di mangiare vado a fare una lavatrice. Poi mi dici e andiamo. –

La vede uscire dalla cucina, con il passo pesante, sembra quasi che voglia rompere i tacchi delle scarpe.

Nel mentre ripensa alla strada che deve fare, per non allungarla troppo. Vorrebbe passeggiare con lei piuttosto che stare in auto.

– Luca hai finito? Adesso mi dici dove andiamo? –

– No, tesoro, non te lo dico. Ti faccio una sorpresa. –

Alice sa che quando le dice che le farà una sorpresa, per lei si presenta una giornata difficile da superare.

– Una sorpresa? E se non mi piace? –

– Ti piacerà vedrai… –

L’auto è bella pulita, Luca ci tiene molto alla sua macchina.

Partono.

La musica scelta dal marito è piacevole, come pure il sole che le scalda la pelle. Va bé in fin dei conti è una bella giornata, basta stare assieme.

Chiacchierano del più e del meno, si raccontano aneddoti vissuti assieme, ridendo come due bambini.

– Adesso mi dici dove mi stai portando? Hai preso la strada che porta al lago, ma non riesco a capire dove vuoi portarmi precisamente. –

L’uomo con lo sguardo fisso sulla strada, sospira. – E’ mai possibile che tu sia sempre così curiosa?-

Alice gli accarezza la nuca, lo guarda divertita.

– Ma è un posto che conosco già?-

– Può darsi, di si, come può darsi di no. –

La curiosità è donna, e le domande incalzanti continuano. Luca però non le dà alcun indizio.

Mentre fanno una strada nella boscaglia, un uomo si butta in mezzo sulla carreggiata per fermarli.

– Aiutatemi per favore. Mi potreste portare alla polizia? Devo denunciare un omicidio. –

Alla parola omicidio Luca avrebbe voluta accelerare e andare via a tutta velocità.

– Prego salga dietro – esordì Alice.

A Luca gli si congelò il sangue. L’innocenza di quella donna era disarmante. E se quell’uomo fosse stato un male intenzionato?

– Non ha nessun altro a cui chiedere aiuto?-

– Sono ore che cammino in cerca di aiuto e per fortuna siete capitati voi.-

L’uomo ormai era salito in auto. Si vedeva che era spaventato e agitato. Le scarpe sporche di fango lasciavano sporcizia sui tappetini.

– Cosa è successo ? – Chiese Alice – Può dircelo? –

L’uomo fece un bel respiro e cominciò a raccontare una storia strampalata. – Sono andato con il Piero a fare un giro nel bosco come tutte le domeniche. Poi ad un tratto abbiamo sentito il rumore di un motore, siamo corsi alla nostra macchina, e tre loschi individui la stavano rubando. Abbiamo cominciato a gridare e uno di loro ha sparato al Piero. Allora sono scappato ed eccomi qua. –

I due coniugi si guardarono spaventati.

– Non si preoccupi adesso la portiamo alla polizia. – Disse Luca.

Fece un’inversione a U e con mille pensieri nella testa, guidava silenzioso mentre Alice cercava di far stare tranquillo il poveretto.

Dopo quasi più di un’ora di viaggio arrivarono alla stazione di polizia ed entrarono tutti e tre. Un agente mingherlino li fece accomodare.

Gli presero le varie generalità. Alla fine interrogarono prima il poveretto scampato alla sparatoria. Poi Alice e in fine Luca.

Ovviamente la coppia non sapeva nulla, ma la polizia li trattenne fino a quando non riuscirono a rinvenire il corpo del signor Piero.

Ci vollero parecchie ore, anche perché nel bosco non era facile arrivarci, e poi il Piero, che non era morto sul colpo aveva camminato per parecchio tempo, quindi spostandosi dal luogo della sparatoria, forse alla ricerca di aiuto.

Dopo quella lunga giornata passata alla centrale di polizia, decisero di tornare a casa esausti, per la tensione e l’interrogatorio.

Incredibile, pensò Luca come i piani di una giornata possano cambiare di punto in bianco.

Alice, in auto era tutta agitata per l’accaduto e continuava a parlare e fare supposizioni.

Finalmente entrarono in casa. Alice decise d’andare a fare una doccia mentre Luca puliva il fango dal tappetino dell’auto.

Così pulita linda e profumata Alice si mise a cucinare qualche cosa di buono date che non avevano neanche pranzato.

Cenarono guardando il telegiornale regionale che annunciava l’accaduto.

Increduli di essere stati protagonisti di un fatto così increscioso e infelice.

Luca le strinse la mano dolcemente.

Poi si avviarono a letto.

– Luca tesoro, alla fine, non mi hai detto dove volevi portarmi.-

– Alice chiudi gli occhi e dormi che è stata una lunga giornata, te lo dico domani.- Spense la luce e la baciò sulla fronte e nel mentre pensò : “ col cavolo che te lo dico, la tengo come sorpresa per un altro giorno.”

Buona Domenica. Lisa

Share Button