Diario dal corona virus 29


Venerdì, giornata di giochi e allegria.

Per poter leggere questa pagina del diario senza sentirvi in colpa vi converrebbe stamparla.

(Lo so che state pensando che è un buon sistema di marketing per farvi poi comperare le cartucce da mio marito, ma tranquilli, per quello ci pensa già Conte con le autocertificazioni.)

Sto aspettando….che lenti che siete. Non serve farla a colori, dai su che devo andare a preparare la cena.

Eccoci avete in mano la stampa? Bene bravi, ora stropicciatela. Appallottolatela bene bene. Fatto? Ora che è bella appallottolata buttatela a terra e tirate qualche calcio. (Ho detto qualche, non cominciate un derby con chi abita con voi).

Perfetto, attenzione a non cadere perché date calci a vuoto.

Mi piace quando siete così collaborativi.

Ora raccoglietela, e tiratela sopra un armadio alto. Complimenti avete scelto quello più alto che avete in casa. A questo punto prendete la scala per andare a recuperarla.

Ma cavoli, dopo tanto tempo passato a casa avete lasciato la polvere proprio la sopra? Recuperate il foglio del diario, appoggiatelo sulla tavola in cucina, prendete una spugna e uno straccio e spolverate sopra l’armadio. Si aspetto….ma veramente muovetevi, per passare la polvere siate più veloci.

Vi sentite meglio adesso che avete pulito? Tornate alla tavola della cucina, riprendete in mano il foglio del diario del corona virus, ora apritelo bene, distendetelo con cura. Cercate una penna che scriva….uffa non avete mai niente a portata di mano.

Ora seduti composti, rimarcate con la penna tutte le linee che si sono formate sulla carta. Avete 10 minuti di tempo….

Osservate attentamente che cosa è uscito fuori, se riconoscete l’immagine attraverso le linee. (A seconda di cosa vedrete, vi posso consigliare uno psicologo bravo).

Adesso, lo so che il vostro operato non vi soddisfa. Con un fiammifero o accendino, bruciate tutti i bordi del foglio. Attenti a non scottarvi. (Se bruciate il foglio del tutto, dovrete ripetere tutta l’operazione da capo).

Vedete come il foglio prende una sua forma e carattere?

Senza indugio bucherellatelo a casaccio, ricordandovi che se si spezza ricomincerete tutto da capo.

Alzatevi da quella sedia velocemente, andate nel bagno, prendete la boccetta di profumo più costosa che avete, dategli una spruzzatina, non tanto, che non dovete sprecare il profumo così, che costa.

Con l’atteggiamento e il portamento di una geisha, a piccoli passi, trascinando un po’ i piedi, gli occhi stretti e malevoli e la bocca a culo di gallina andate in camera da letto e strofinate il foglio sul cuscino del vostro compagno/a. Siate tronfi di questo gesto, orgogliosi della sua riuscita.

Diligenti e obbedienti così mi piacete.

Uscite di casa un attimo e sulla parete del muro strofinate delicatamente il foglio. Vi aspetto intanto che lo fate, che ora non ho molta voglia di scendere.

Osservate il foglio, come è diventato, e sentite la sensazione che vi dà guardandolo.

Usatelo come tovaglietta mentre vi pelate e gustate un’arancia. Perfetto. Bravi.

Ora portatelo alla finestra e lasciatelo cadere. Siccome non si butta nulla dalla finestra correte subito a recuperarlo.

Vi lascio un attimo prendere fiato. Nel frattempo bevete un bicchiere d’acqua ma non tutta perché dovrete immergere velocemente il foglio appallottolato nella poca acqua rimasta.

Riapritelo e distendetelo nuovamente.

Controllate se riuscite ancora a leggere qualche cosa.

Se non riuscirete a leggere nulla o quasi nulla allora avrete superato la prova, altrimenti vorrà dire che siete troppo delicati con le difficoltà della vita.

Vi ho dato la possibilità di massacrare virtualmente il covid 19 tramite le azioni su questo pezzo di carta stampata.

Mi complimento con chi c’è riuscito perché oltre ad aver fatto movimento, ha fatto anche un po’ di pulizia sia interiore che sopra il mobile.

La carta è un grande dono, può impersonare qualsiasi cosa, perché è bianca e si lascia scrivere. Mi auguro che prendendolo a calci, bruciandolo, bucandolo vi siate sfogati, perché è venerdì e per passare un buon fine settimana bisogna sfogare la frustrazione della clausura forzata.

Inoltre un po’ di movimento non guasta mai e in fine se la noia vi assale potrete ripete l’esercizio quante volte vorrete e vedrete che il risultato finale sarà sempre diverso.

Dimenticavo, nel retro del foglio potete fare delle annotazioni di qualsiasi genere. Se sapete disegnare bene dilettatevi a colorare.

Per chi ha trovato l’esercizio noioso o infantile, ci sono sempre in edicola le parole crociate.

Mi auguro che terrete questo foglio come un bel ricordo di un venerdì 17 aprile 2020 di un anno bisestile nel periodo della quarantena. Sicuramente fra 10 anni questa pagina stampata da ognuno di voi sarà ricercatissima per fare una mostra itinerante del periodo trascorso nella mancanza di contati sociali.

Resteremo nella storia.

Buon divertimento. Lisa

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