Diario dal corona virus 27


Oggi mi sono svegliata con quella di rivedere le mie capacità musicali. Che devo ammettere sono un po’ scarsine rispetto a quello che desidererei saper suonare.

Mio marito mi dice sempre che se il tempo utilizzato ad imparare a tagliare i capelli lo avessi messo ad imparare a suonare, adesso sicuramente sarei bravissima.

Avrà anche ragione. A me però piacerebbe mettermi lì e senza sforzo produrre brani a comando, per allietare sia chi mi sta accanto, ma principalmente per godere in prima persona di quello che suono.

Invece, mi ritrovo con uno sforzo sovrumano, a cercare di decifrare le note sullo spartito. Dopo dieci minuti mi accorgo di suonare con la mano destra lo spartito della mano sinistra e viceversa, credendo addirittura di fare giusto, anche se alle orecchie il brano non risulta corretto.

Con la frustrazione nel cuore, vado su youtube, e cerco il brano suonato da qualche professionista, tanto per capire come fa. Il professionista lo fa, punto. Io guardo quelle dita che si muovono come come ballerine sulla tastiera, poi guardo le mie mani che mi sembrano dei piccoli pali rigidi e infermi. Allora mi dico, di guardare qualche youtuber pianista non professionista. Ecco che anche quello, magari in maniera non troppo perfetta esegue il brano con disinvoltura.

In maniera determinata dopo quello che ho visto mi risiedo al pianoforte, sicura di farcela. Guardo gli 88 tasti che sembrano tanti denti sorridenti. Mi stanno sfidando, in particolar modo quelli neri, che beccarli a volte sembra impossibile.

Rileggo lo spartito, mi concentro. Prendo un bel respiro ed ecco che parto alla grande, sembra che tutto vada per il verso giusto, il suono esce forte e deciso, il bravo prende vita. Si è giusto. Mi sale l’emozione, veramente bello. Mi sembra di essere una pianista professionista. Ed ecco, le dita s’inciampano, le note sullo spartito si mescolano, accidenti che schifo, le mie dita non sono più delle ballerine sui tasti, ma dieci chiodi piegati. Coordinare dieci dita dove ognuna ha un compito ben preciso a volte è difficilissimo. Credi di usare l’indice e invece è il medio, pensi di aver pigiato il tasto con il mignolo e invece hai usato l’anulare, è ovvio che allora non ti raccapezzi più.

Mi fermo, rileggo lo spartito nel punto dolente. Provo a suonare solo quel punto. Viene perfetto.

Riprendo da capo, riparto alla grande. Anzi il suono è anche migliore, supero addirittura l’ostacolo, poi neanche farlo a posta, il brano prende un’altra via, devo allargare le braccia, così di scatto, trovare tra gli 88 tasti quelli giusti è impossibile. Come fanno i professionisti a trovarli al volo? Io se sposto il seggiolino anche di un solo millimetro, perdo ogni punto di riferimento. Credo che i tasti vivano di vita propria e si spostino per farmi dispetto. Ma chi ha inventato il pianoforte, si rende conto di che disagio mi avrebbe messa nel 2020 durante una quarantena chiusa in casa, aspettando che il governo mi dia il via libera per riaprire la mia attività? Questo inventore un certo Bartolomeo Cristofori del 1700 non gli è venuto in mente di che difficoltà mi avrebbe messa in questo tragico periodo storico? Vada il governo che crea scompiglio, ma anche questo Bartolomeo, non scherza. Poteva inventare uno strumento mono nota, almeno oggi non sarei così frustrata, nel trovarmi a lottare contro note musicali sparpagliate nello spartito e incomprensibili sulla tastiera. Si perché già devi con gli occhi leggere i doppi righi, non riesci a guardare anche la tastiera, e lo so, che mentre non guardo i tasti si spostano a loro piacimento. Perché quando li guardo li becco subito.

Eppure non demordo, ho deciso di imparare a suonare il pianoforte e ve lo posso assicurare che prima di lasciare questa terra un paio di bravi suonati bene li faccio. Forse suonerò quelli per tutta la vita, ma riuscirò in questo intento. Dominerò tutti e 88 i tasti senza paura. Riesco a dominare i capelli della clientela che sono molti di più, puoi credere se non riesco a dominare anche un pianoforte dispettoso.

Rimango dell’opinione che quando ascolto la mia insegnate che è pianista professionista, rimango affascinata dalla grazia e dalla bellezza dei suoi movimenti sulla tastiera, ma quando chiudo gli occhi e ascolto e basta, l’emozione prende il sopravvento, perché un pianoforte suonato bene, fa vibrare le note nell’aria smuovendo dentro di te sensazioni a volte assopite dalla frenesia della vita. Ricordo quando andavo a lezione, cercavo sempre di arrivare in anticipo, aspettavo che il bambino prima di me andasse via. Poi lentamente salivo le scale senza fare rumore affinché l’insegnante non si accorgesse della mia presenza. Lei mentre mi aspettava suonava, si esercitava per i suoi concerti. Io dietro quella porta ascoltavo rapita la sua esecuzione.

Poi ad un tratto si fermava. Io per non essere colta sul fatto tornavo alle scale facendo finta di essere arrivata in quel momento mentre lei apriva la porta del suo studio. Mi guardava perplessa perché risultavo in ritardo, ma non potevo dirle la verità perché alla fine i micro concerti non li avrei più sentiti.

Mi dispiace trovare lo studio del pianoforte così difficile, perché mi piacerebbe saper suonare almeno discretamente.

Ringrazio la mia famiglia e i vicini di casa che sopportano stoicamente i miei strimpellamenti noiosi e ripetitivi. Un grazie anche alla mia insegnate che trasmette la sua passione a chiunque entri in contatto con lei, e anche se sai di essere una schiappa, lei è talmente grande che si siede accanto a te per suonare un pezzo a quattro mani. In quell’occasione vorrei gettarle le braccia al collo per abbracciarla per la grande gioia che mi fa provare. (Premetto che è più giovane di me, ma accanto a lei mi sento una bambina)

Sapete cosa vi dico? Vado a studiare un pochino, non troppo perché dopo le note sullo spartito cambiano di posto davanti ai miei occhi.

Buona giornata. Lisa

P.S: La musica è la colonna sonora della vita, ascoltarla o suonarla ci regala momenti da vivere e anche da ricordare. La natura stessa ci accompagna con la musica che ogni essere vivente manifesta. Le cicale, i grilli, gli uccelli, il rumore della pioggia delle foglie o del vento. Il canto del mare, o il suono delle acque dei ruscelli di montagna, tutto è musica. Cominciando dal battito ritmico dei nostri cuori.

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