Diario dal corona virus 26


Ho la strana sensazione che questa Pasqua mi abbia regalato un bel chiletto.

Non salgo sulla bilancia per non sentire i sensi di colpa farsi avanti come dei carro armati, che con quei cingoli mi frantumano la testa. Faccio come il cane quando non vuole dare nell’occhio, giro la testa dall’altra parte facendo uno sguardo vacuo.

Si chiama spirito di sopravvivenza. Comunque se dovesse venire carestia almeno ho qualche riserva tra i fianchi e il c…

Quante volte ci siamo sentiti in colpa, per il cibo, per qualche cosa che si è detto o fatto. Il senso di colpa è quella cosa che mette in discussione il tuo atteggiamento su qualche cosa che hai scelto di fare o non fare.

Ad esempio ho scelto di mangiare e adesso è inutile rimuginare. Tutto quello che puoi compiere adesso è rimediare alla scelta sbagliata che hai fatto.

Questo vale anche quando hai certi atteggiamenti con le persone, credi di aver sbagliato, ti si accende quella spia rossa che è il senso di colpa e se vuoi liberarti da quel tarlo devi porvi rimedio risolvendo il problema.

A volte però chiarire il quesito è molto più complesso di quel che sembra, perché implica qualche sacrificio.

Se hai esagerato con il cibo, devi sacrificarti e mangiare meno. Se hai esagerato con le persone, devi ingoiare il tuo orgoglio, abbassare la testa e chiedere scusa.

Quanto è difficile mandar giù l’orgoglio?

Che grande scontro c’è dentro di te, tra il tuo buon senso e il tuo orgoglio. Anche perché si insinua la paura, quella di non essere accettato e perdonato, in quel caso entra la delusione, ed in fine la rabbia per aver fatto vedere all’altro la tua debolezza.

Ho deciso, non ho più sensi di colpa.

Anche perché quante volte vi siete scusati per aver detto qualche cosa che poteva ferire una persona, e quella persona vi guarda cadendo dalle nuvole perché non ricorda neanche il fatto, quindi ti accorgi pure che in un momento che tu credevi di fare un grande discorso, neanche sei stato ascoltato.

Che grande inganno il nostro credere di apparire così speciali da essere al centro del mondo anche per gli altri, quando invece siamo il centro solo di noi stessi.

Ecco perché si va in conflitto con chi è intorno a noi, perché non siamo nel centro di nessuno, dobbiamo gridare per farci sentire, e siccome tutti stanno gridando nessuno realmente ascolta nessuno.

(Finitela di gridare, che già sto facendo un discorso incasinato, con le vostre urla non sento neanche quello che mi dico…silenzio..)

Il nostro viaggio è a senso unico, difficilmente ci scontriamo, e se dovesse accadere, non sapremmo più ricomporre i pezzi. Il nostro limite è la nostra umanità egocentrica. Nasciamo soli e moriamo soli, ma ciò che non capiamo è che anche viviamo soli, cerchiamo l’altro per sentire che esistiamo, per essere riconosciuti, semplicemente perché pensiamo di non bastare a noi stessi. Eppure siamo tutti interconnessi, siamo il prodotto di una società nella nostra individualità.

Questo per dire che, ho fame, vorrei continuare a mangiare smodatamente senza ritegno, però non posso, è il senso di colpa che fa salire i numeri della bilancia, perché più sensi di colpa ho è più il desiderio di cibo si fa sentire per appagare la frustrazione.

A parte gli scherzi il senso di colpa è parte della nostra coscienza, che risveglia in noi il senso di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. Bisogna imparare a dargli il giusto valore, facendo in modo che non annebbi la nostra serenità. Il senso di colpa a volte può portare ad atti terribili.

Non lasciamoci sopraffare da questo sentimento, perché a tutto c’è rimedio.

Felicità è un bicchiere di vino con un panino , cantavano Albano e Romina, per me felicità è una pizza e il tiramisù, va bene anche un frico con la polenta. Tanto sempre carboidrati sono.

Ai sensi di colpa ci penserò un altro giorno, perché ho ancora qualche giorno da stare a casa mi sa.

Comunque ho scoperto che la polvere sui mobili si forma tutti i giorni, che anche se pulisci si torna sempre a sporcare tutto. Quindi le faccende domestiche sono interminabili (come il ripulire la nostra mente dai cattivi pensieri, si formano sempre, sta a noi nutrirli o pulirli) . Alla fine non mi faccio una colpa se non spolvero oggi, tanto domani la polvere sarà nuovamente lì, a ricordarmi che dovrei pulire di polvere.

Quasi quasi, mi armo di forza e coraggio e vado a cambiare le lenzuola, non vorrei sentirmi in colpa per non averlo fatto. Non si sa mai che venga a trovarmi qualcuno e trova la casa sotto sopra.

O forse la lascio sotto sopra così se qualcuno mi viene a trovare e vede tutto un casino e per non sentirsi in colpa me la sistema lui….

Intanto ci penso su.

Oggi è martedì “grasso” per me, con un chilo di troppo, senza sensi di colpa, perché mi sono goduta questi due giorni di festa.

Vi auguro una buona giornata. ( Vi vedo, pulite di polvere che dopo passo a controllare) Lisa

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