Diario dal corona virus 24


Oggi è Pasqua. Quindi felice Pasqua a tutti.

Questa festa cade sempre di domenica, allora come da prassi vi beccate la favola che scaturisce dalla mia bella testolina.

Buona lettura (questa settimana vi è andata bene che mi sono dimenticata di torturarvi con la poesia).

VILLA MATILDE

Villa Matilde e una grande e vecchia casa, con attorno un enorme giardino

Negli anni ha avuto molteplici proprietari, tutti che hanno lasciato il proprio cuore dentro a quelle quattro mura.

Finalmente dopo tanto tempo, la famiglia Della Fonte riuscì ad aggiudicarsela all’asta, dato che il vecchio possidente aveva lasciato questo mondo. Ormai era da anni disabitata e Villa Matilde si sentiva sola quindi si era lasciata un po’ andare. Aveva vari acciacchi, le scale che scricchiolavano, le tubature intasate, il tetto che aveva qualche infiltrazione, un paio di vetri rotti, l’impianto elettrico altalenante. Dal canto suo però, era certa che poteva resistere ancora a lungo, le sue fondamenta erano forti e sane.

I nuovi proprietari arrivarono a Villa Matilde pieni di gioia, finalmente avrebbero avuto lo spazio per tutti i componenti della famiglia, nonni compresi.

A prima vista la casa si presentava con l’imponenza dei suoi tre piani posizionata in mezzo al verde, tra frutteti e rovi lasciati a se stessi. La spaziosa veranda faceva da passaggio per l’ingresso, un portoncino antico tutto intagliato e delle belle decorazioni floreali sul muro. Le finestre ampie sembravano tanti occhi curiosi.

Il signor Della Fonte, rimase positivamente colpito dal suo acquisto. La casa l’aveva vista solo in foto, ma non poteva assolutamente immaginare così tanta bellezza.

I nuovi proprietari entrarono nella casa per visitarla.

L’odore di chiuso li accolse in maniera sfacciata e irruenta. Villa Matilde si sentiva un po’ a disagio, non si aspettava ospiti all’improvviso. Un velo di polvere copriva tutto, i mobili antichi, i pavimenti di marmo, facendola sembrare spettrale. Liliana la signora Della Fonte arricciò il naso e starnutì. – Gigi tesoro, qui ci vuole un bel ripulisti. – L’uomo le sorrise dolcemente annuendo.

Girarono tutta la casa, scoprendo stanze incantevoli, e anche un po’ retrò. Erano entusiasti e affascinati da quella bella casa immersa nel verde.

Villa Matilde guardava con interesse i nuovi proprietari, già si sentiva esaltata nello scoprire che avrebbero voluto tenere feste, stare con i loro figli per giocare, e i nonni per non lasciarli soli.

Gigi, aveva già capito che tipo di manutenzione avrebbe avuto bisogno Villa Matilde ma era comunque entusiasta perché finalmente avrebbe avuto la possibilità di stare con tutti coloro che amava. Non poteva immaginare assolutamente che Villa Matilde aveva qualche cosa di molto particolare.

I giorni passavano felici a Villa Matilde. Gli operai avevano quasi ultimato i lavori, e i due bambini Mario e Tommaso, erano felicissimi d’avere uno spazio verde così grande per giocare e i nonni potevano tenere l’orto e il giardino.

Liliana adorava la sua cucina e Gigi lavorava sereno nel suo studio.

Una notte mentre tutti dormivano Villa Matilde, presa dalla nostalgia del vecchio proprietario accese le luci del salone, la musica e il caminetto, come faceva un tempo con lui per fargli compagnia. Gli versava al vecchietto anche un liquore nel bicchiere della cristalliera. Le piaceva quella parte di se stessa, perché il salone in genere oltre che i proprietari accoglieva gli ospiti, che raccontavano storie, ascoltavano musica, quindi lei anche se non c’era nessuno a volte illuminava quella stanza nel ricordo del lieto passato.

Gigi si svegliò perché sentì dei rumori che provenivano dal piano terra.

Scese le scale cercando di non fare rumore. Ma Villa Matilde lo aveva sentito, quindi si sbrigò a spegnere tutto. Gigi quando arrivò in salone accese la luce e vide che era tutto a posto. Perplesso tornò a dormire.

A Villa Matilde piaceva da morire la nonna, che la mattina preparava la colazione per tutti. Un giorno volle farle una sorpresa e le fece trovare il caffè pronto nella tazzina.

La nonna pensò fosse stata una gentilezza del nonno, quindi quando lui scese in cucina gli diede un bacio sulla fronte per ringraziarlo. L’omino non ne comprese il motivo, ma ne fu comunque felice.

Una sera il piccolo Mario non trovava più un’automobilina della sua collezione, chiese a suo fratello Tommaso se l’aveva vista. Lui non sapendo dove fosse e lo aiutò a cercarla. Villa Matilda sapeva perfettamente dov’era la suddetta automobilina e senza dare nell’occhio la fece trovare a Tommaso che la portò subito al fratellino che lo ringraziò saltellandogli intorno.

Villa Matilda era felice, anche questa famiglia era piena d’amore l’uno per l’altra, proprio come piaceva a lei. Non come in quel periodo che vivevano da lei degli egoisti egocentrici sempre che litigavano per nulla. Fastidiosi e confusionari le avevano recato un sacco di danni, sia al mobilio che ai muri tra urla e litigi.

Un esempio delle prodezze di questa fantastica casa fu quel giorno quando Liliana indaffarata nella sua splendida cucina, scivolò maldestramente. Villa Matilde accortasi di cosa stava per accadere, attirò con uno stratagemma l’attenzione di Gigi che in cucina stava leggendo il giornale. Villa Matilde mosse il tavolo per far cadere il bicchiere, l’uomo facendo uno scatto veloce, allungò le braccia, ma invece di afferrare il bicchiere si ritrovò a prendere al volo la moglie la quale rimase sorpresa quanto lui per questo improvviso salvataggio. Si diedero un bacio, ridendo felici, perché si si era rotto un bicchiere ma lei non si era fatta male.

A Villa Matilde piaceva un sacco fare questi giochetti innocenti. Fino a che una sera Gigi addormentatosi nel suo studio si svegliò di soprassalto perché Villa Matilde per coccolarlo cominciò a cullare la sua poltrona. L’uomo temette fosse un terremoto, ma si accorse subito che non lo era. Cercò nella stanza la presenza di qualcuno, tipo uno dei suoi figli, ma nulla. Cominciò a preoccuparsi, forse era solo la stanchezza.

Un giorno Tommaso con il nonno andarono a cercare in soffitta qualche addobbo per la festa Pasquale che era imminente, Ci sarebbero stati molti ospiti tra amici e parenti per il lunedì di Pasquetta. Quindi la casa doveva essere pronta di tutto punto per l’evento. A Villa Matilde piaceva un sacco questa festività. Le metteva gioia vedere le persone che banchettavano all’aperto sotto i suoi alberi.

Dietro un sacco di vecchie chincaglierie, i due trovarono nella soffitta molti scatoloni con uova decorate e coniglietti, non mancavano colombe grandi e piccole, fiori di pesco. In fondo appoggiati al muro anche ramoscelli di olivo secco. Mentre spostavano tutte queste cose, un vecchio baule attirò la loro attenzione. – Nonno guarda, secondo te cosa ci troveremo dentro?-

Il nonno sapeva che in quel tipo di baule avrebbe sicuramente trovato, lenzuola, o tovaglie che sarebbero piaciute follemente alla nonna. – Ragazzo mio, non vorrei deluderti, ma sicuramente troveremo le solite cose da femmine.-

Tommaso curioso com’era lo volle aprire lo stesso.

Sorpresa!!!

Dentro ci trovò un grosso cuore rosso di latta e una lettera.

I due si guardarono incuriositi. Aprirono la busta molto ingiallita.

Ne estrassero un foglio a righe. C’era scritta una data.

23 / 4 / 1822.

“ All’attenzione di chi è proprietario di Villa Matilde.

Con la presente vi comunico che il grande cuore di latta che si trova in questo baule è il cuore di Matilde. Vi prego non fatelo mai uscire da questa casa altrimenti la stessa morirebbe. La Villa è stata costruita come tutte le case, ma qui ogni proprietario ha lasciato un pezzo del proprio cuore dando vita alla casa stessa. Lei è viva e comunica con voi, facendo molte cose, accende la musica, vi fa trovare cose perdute, vi aiuta nelle faccende domestiche. Non vi vuole spaventare per cui lo fa senza dare nell’occhio. Se amerete questa casa vi ritornerà ancora più amore. Non distruggete questo cuore che porta dentro tutta la sua magia. Se volete comunicare con Villa Matilde basta rivolgersi a lei come con chiunque altro. “

Questo era il contenuto della lettera.

– Ma che razza di scherzo è questo? – Esordì il nonno. – Ma ti pare che una casa possa essere viva.-

Villa Matilde, a quelle parole, rimase un po’ delusa, sperava che il nonno fosse più aperto, che si fosse accorto di qualche cosa. Invece Tommaso incuriosito dalle parole della lettera prese coraggio e disse a gran voce : – Ciao Matilde ! –

La Villa sentendosi salutare esordi muovendo tutte le decorazioni che i due in soffitta avevano trovato. Sbigottiti, corsero giù dalle scale per raccontare il fatto al resto della famiglia.

Tutti riuniti in cucina, ascoltarono il nonno che raccontava tutto concitato cosa era appena accaduto. Increduli seguirono i due nel solaio dove avevano trovato il cuore di latta e la lettera.

Videro il grande cuore rosso, rilessero la lettera. Silenzio.

Ad un tratto Gigi disse: – Ciao Matilde!- Come prima Matilde mosse tutte le decorazioni pasquali.. La famiglia intera sobbalzò. -Ed ora cosa facciamo? – chiese la nonna tutta concitata. – Io ho paura.-

Mario dall’alto della sua innocenza rispose : – Non vedo dove sia il problema, rimettiamo la lettera al suo posto, chiudiamo il baule così si protegge il cuore e ci godiamo la casa vivente. Diventa parte della nostra famiglia, e possiamo continuare con il nostro amore ad ingrandire il suo cuore. –

Gigi, guardò suo figlio con occhi amorevoli, consapevole che Villa Matilde era una nuova e strabiliante risorsa per loro.

Scesero nel grande salone. -Villa Matilde, fammi ascoltare un po’ di musica che piace a te . – Chiese improvvisamente Liliana.

In men che non si dica dalle casse dello stereo uscì del musica jazz che inondò il silenzio della stanza.

Tutti si misero a ridere. Con tutte le case che potevano comperare, una casa incantata hanno trovato.

Il giorno dopo tutti assieme con l’aiuto di Villa Matilde misero le decorazioni pasquali. Il lunedì di Pasquetta la festa in giardino assieme a tutti gli ospiti fu meravigliosa. Villa Matilde quel giorno fece solo da spettatore per non spaventare nessuno. Consapevole che la sua nuova famiglia conosceva il suo magico segreto.

E come la Pasqua anche lei ha una rinascita ogni volta che una nuova famiglia diventa parte della sua vita.

Perché è certo ormai che il suo cuore si rinnova ogni giorno accanto a chi la ama.

Per lei ogni giorno è una festa quando non è abbandonata.

Non importa quanto vecchia o vecchio sei, ma se porti amore sarà sempre fonte di rinnovamento non solo per te ma anche per gli altri. Mantieni vivo il “salottino” dentro di te, oppure “ripulisci” il tuo giardino, non sai mai quando arrivano gli ospiti più importanti, quelli che staranno con te tutta la vita.

Buona Pasqua a tutti. Con Affetto Lisa

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