Diario dal corona virus 23


Mi ritrovo, ancora qui.

Qui a guardare questo mondo che va a rotoli.

Sono uscita a fare la spesa per la Pasqua, e vedo un tale malcontento che mi mette malinconia.

Mi fermano per strada per parlare, c’è chi ce l’ha con il governo (c’è l’ho anche io), chi mi chiede quando riapro perché ha i capelli indomabili, chi comincia a sentire il peso della mancanza di soldi e così via. La tv dal canto suo si rimpalla verità e soluzioni di ogni genere, tutti parlano ma io vedo il mio paese fermo.

Anche io sono ferma, immobile.

Vorrei dare delle soluzioni, ma quali?

Vorrei con un battito di ciglia, fermare la pandemia, ridare la dignità a chi ora non riesce neanche a fare la spesa (e chi come me sa di cosa parlo).

Guardo queste code chilometriche di persone che armate di santa pazienza con i loro carrelli aspettano.

Quindi ancora fermi. Aspetti a casa, aspetti fuori casa. Nel rispetto di chi è malato e lotta per la vita.

Il sabato prima di Pasqua in genere lo vivevo in pieno lavoro, felice di servire le mie clienti, felice di fare gli auguri, felice se c’era il sole per allietare la festa.

In genere non cado mai nello sconforto, perché la felicità come dice mio marito c’è l’ho dentro.

Ho un motore che va per conto suo, può cascare il mondo eppure quella fiammella alimenta continuamente la mia gioia e la mia speranza.

Anche se vedo intorno a me lo sconforto, qualcosa dentro di me mi da la forza per sorridere e andare avanti.

Eppure ora sento, il dolore di molti, la paura e mi spiace perché non ho una bacchetta magica per cambiare questa situazione che annienta le persone, indebolendo lo spirito.

Ho letto di quel nonno che si è suicidato perché non poteva più vedere i suoi nipoti. Da troppo tempo chiuso da solo, è crollato.

Oppure quell’uomo che chiama i carabinieri perché ha fame e non ha soldi per comprarsi da mangiare.

In Italia non possono succedere queste cose. Anni fa erano gli imprenditori che si suicidavano, ora il suicidio dello spirito è di massa.

Fagagna è ancora un’isola felice, perché secondo me ha sempre avuto una sorta di protezione, raramente succedono cose terribili.

Non so perché mi sono imbarcata in questo discorso, forse perché mi spiace sentire e vedere i miei compaesani non più così sereni. Lo vedo dai loro occhi, non hanno la luce di sempre, ci sono gli occhi degli strafottenti che dietro le mascherine sono mogi, quelli sempre allegri invece sono seri, i seri sono ancora più silenziosi ecc..

Del senso d’incertezza che tutti abbiamo nessuno ne parla se non si ha confidenza con l’interlocutore, ma sta arrivando secondo me il mal di vivere anche qui.

Oggi vorrei guardare oltre. Oltre il dramma, oltre le difficoltà.

Voglio guardare quella luce che mi fa essere felice a prescindere.

Quel calore nel petto, che rigenera e da fiducia non in qualcun altro ma in me stessa.

Per qualche motivo dentro di me so che le persone troveranno la via da percorrere per superare questo momento. Non sarà il governo a farci uscire da questo letamaio, ma ognuno di noi farà le scelte giuste per liberasi da tutti i timori che il sistema ci ha messo.

Sto ancora pensando di capire qual’è la mia via. Cerco una qualche forma di ispirazione, so che dentro di me ci sono le risposte a tutte le domande, devo solo ascoltare.

I diari servono a sfogarsi, ma essendo un diario pubblico ovviamente non uso parole e commenti che potrebbero turbare il lettore.

Si perché la vocina dentro di me se dovessi ascoltarla genererebbe una riga di parole inappropriate per una donna graziosa come me.

Mi ricompongo che è meglio.

Ricordate che comunque tutto torna indietro prima o poi. Con il karma non si scherza. Quindi chi ha fatto questo casino, prima o poi lo paga. Forse anche noi stiamo pagano qualche casino combinato chissà dove e in che epoca.

Quindi occhio, sorridete, passate una buona Pasqua e dato che le uova non possiamo farle correre in collina (le terrei per farle marcire e quando usciamo da questa quarantena tirarle ai nostri parlamentari, che fanno tutto e il contrario di tutto) facciamoci una buona frittatina.

Non dimenticatevi le colombe, e non esagerate con il cibo.

Che questa Pasqua soleggiata con una temperatura da sballo per stare all’aperto la dimentichiamo presto, che è meglio.

Buona giornata Lisa

Share Button