Diario dal corona virus 21


La noia forzata ti porta a ricordare momenti della tua vita piacevoli. Indimenticabili.

Il viaggio più bello e divertente, non con poche difficoltà, è quando siamo andati in Puglia io e Paolo a trovare un commilitone di mio marito. Dopo ben 30 anni che non si vedevano.

Per la prima volta Paolo ha preso un aereo. E per la prima volta facevamo un colpo di testa del genere, perché non lo avevamo programmato per tempo.

Arrivati a Bari abbiamo noleggiato una panda perché era quella che costava meno e ci siamo avviati verso Lecce.

Arrivati a Melissano paesello del Salento, i proprietari del bellissimo b&b ci aspettavano anche se eravamo arrivati tardi la sera.

Il mio primo sgomento è stato scoprire che il bagno era in comune con le altre camere.

Non potevamo cercare un altro posto perché era pieno ovunque dato che eravamo a cavallo di ferragosto.

Mi faccio coraggio ed entro in modalità di quando da bambina andavo in colonia. So che c’è la posso fare.

La stanza era grandissima, bellissima pulita e fresca.

Perfetto, penso, sicuramente ci troveremo bene.

La notte la passiamo bene entusiasti ed emozionati per l’indomani che avremmo rivisto l’amico. Tony al mattino raggiunge il b&b . Che grande sorpresa, non era cambiato di una virgola, allegro come lo ricordavo con tutti i capelli diversamente da mio marito. I due si abbracciano ridendo per i cambiamenti che avevano avuto negli anni. Raccontandosi, entusiasti le loro vite.

Ci accompagna così tra una chiacchiera e una risata a casa sua che è a pochi metri da lì.

Il fortunello ha una moglie di 10\12 anni più giovane di lui. Dentro di me mi complimento con il Tony.

Ci fa accomodare in questa casetta in linea, deliziosa. Ci accoglie la Pamela, questa bella ragazza con gli occhi neri come la notte, e i loro tre figli dell’età che varia tra i 6 e i 15 anni.

Alla fine ci invitano a prendere asciugamano e costume per andare in spiaggia assieme ad alcuni cugini.

Quando siamo tutti belli che pronti seguiamo la macchina di Tony con la nostra panda nera. Arriviamo a Torre Mozza.

Non ho visitato questo luogo balneare, perché lì si va in spiaggia. Punto e basta.

Ed ecco che veniamo catapultati, in un mondo nuovo. Credevo che i film della tv facessero delle parodie sulle cose che succedono nelle spiagge del sud.

Ovviamente abituata ad andare a Lignano, prenotare sdraio e ombrellone. Lì a Torre Mozza, ti porti tutto da casa. In poche parole traslochi la casa in spiaggia. Guardo ammutolita quello che questa bella coppia assieme ai loro figli fanno uscire dalla macchina, anche le seggioline per me e Paolo. Cerco di aiutarli a portare qualche cosa. Tra ombrelloni, frigo, bottiglie, borse termiche. Continuo a non credere ai miei occhi.

Intanto la bella Pamela continua a spiegarmi chi incontreremo in spiaggia.

Perché? Credevo credevo fossimo soli.

La spiaggia è già piena di gente. Vedo un agglomerato di ombrelloni, siamo diretti verso quel luogo.

Penso che per noi non c’è spazio, ma ecco che una bella ragazza si alza e ci viene incontro.

– Siete arrivati? Ciao io sono Stefania. –

Le stringo la mano. Con mia sorpresa scopro che ci sono almeno 25 persone che ci aspettano tra adulti e bambini. I più vecchi siamo io e mio marito e il Tony.

Tutte le ragazze sono in carne, belle e allegre. Mi tolgo i vestiti anche io sfoggiando il mio costume.

Paolo sapendo che in genere non mi spoglio facilmente in spiaggia mi dice : – Qui te la giochi facile.- Il carogna sa che a Lignano sono tutte con fisici statuari, sono tedesche. Come fai a competere. Poi se trovi uno del paese, che figura ci fai. Nel Salento le donne sono belle, veraci e allegre. Che meraviglia sentirmi normale. Il cerimoniale dei saluti e delle presentazioni è interminabile. Il sole e il caldo cominciano a farsi sentire.

Dentro di me penso :

– ma quanti sono?

– Come faccio a ricordarmi i loro nomi?

– Perché sono qui? Dovevamo trovare solo Tony. Ma a quanto pare devo prendere il pacchetto completo per stare con questo amico. Ignara che ognuno di loro sarebbe diventato un amico.

Mi siedo su una seggiolina da spiaggia circondata da tutte queste persone. La friulana che è in me si chiude a riccio e osservo. Scopro così di essere timidissima se non sono vicino a casa.

Paolo dal canto suo si adatta subito perfettamente ( presumo per la birretta che Tony gli ha offerto ). Tutti andiamo a fare il bagno l’acqua è bellissima, ci sono 40 gradi all’ombra.

Intanto continuo ad osservare tutti i bagnanti. Tutti e dico tutti, si trasportano da casa vari frigo da viaggio di varie misure, ma quello che mi sconcerta di più è la quantità di cibo che i pugliesi si portano in spiaggia, mi sembra di essere in un film di Alberto Sordi, cerco qualche camera nascosta, forse mi stanno facendo uno scherzo..

Dolci come pure salati. Continuo a guardare incredula.

Dai frigo escono fuori tripudi di panini con bistecche panate. Paste calde o fredde. Frittate, caponate, crocchette, fagottini, ecc. per non parlare delle birre e aperitivi vari, prosecco per le donne.

Io quando vado al mare, due fette di melone, un po’ di riso alla greca se mi metto d’impegno. Ma questi cucinano veramente.

Come quando ad un tratto arriva un altro parente. E’ arrivato in ritardo. Sapendo che c’erano ospiti si è prodigato a portare lo STANATO. Lo ammetto pensavo fosse un altro parente che ancora non era uscito da casa. Invece la dolcissima moglie di Pici, la Lorena portava con se una teglia di dimensioni inusuali (gigantesche ) con dentro la pasta al forno.

Non credevo ai miei occhi, 40 gradi all’ombra e qui cucinano come noi a Natale.

C’ era chi aveva portato le polpette al sugo, piuttosto che i gnocchi al forno. E io ero invasa dal cibo. Non credo di averne mai visto tanto neanche al mio matrimonio.

Per loro lo stare insieme è sempre una festa. Noi siamo meno propensi a stare tutti assieme così. Tra l’altro sono tutti cugini, nipoti e zii più o meno della stessa età. Una super grande famiglia.

A casa Kristian e Stefania abbiamo mangiato le cozze, di una bontà infinita. Per farmi sentire a casa mi hanno offerto la grappa friulana. Da Pici e Lorena abbiamo mangiato degli involtini cotti alla brace. Anche loro hanno fatto l’impossibile per farci sentire parte della loro famiglia.

Tutti ci hanno offerto di andare la prossima volta che torniamo a dormire da loro, affinché io non avessi più il bagno in comune con le altre camere. Mi sono sentita in imbarazzo perché lo so che se tornerò a trovarli, non vorrò approfittare della grossa ospitalità che ti offrono in maniera disinteressata. La Pamela prima di partire abbracciandomi mi disse:

– Lo so che quando tornerai in Puglia, ci dirai che sei qui il giorno prima di tornartene a casa. – Quegli occhi neri hanno sondato perfettamente nel mio animo, si perché sono stati quattro giorni bellissimi ma di una fatica immensa, capiva che per noi i loro ritmi erano un po’ ecessivi.

Quando gentilmente avevo chiesto un attimo di libertà per visitare Gallipoli, Lecce , Otranto,

la Pamela disse che per l’indomani potevamo andare dove preferivamo, ma alle 20:00 dovevamo trovaci da lei “se volete”. Certo quel “ se volete” era come dire, se non vieni ti vengo a prende a bastonate. Noi diligentemente obbedivamo a questa ragazza forte, e determinata.

La sera quando andavamo a letto io e Paolo ci chiedevamo se mai saremmo riusciti a superare anche al giornata successiva tra mangiare e bere. Avevo sempre la pancia piena come un otre.

– Si perché dalla Puglia non te ne vai affamato. – ridevano sti pugliesi. Temevo che l’aereo non sarebbe riuscito a riprendere il volo con noi sopra così appesantiti. Ammetto che era tutto buono. In spiaggia restavi fino a quando non finivi tutto il cibo. Quindi arrivavi alle dieci del mattini e ci restavi fino anche mezzanotte. Io abituata a resistere in spiaggia poche ore, mi sembrava surreale anche la mia resistenza a rimanere sul quel litorale.

Eppure ora, in questa chiusura forzata, quella stanchezza era gioia alla stato puro. Anche per la graditissima compagnia.

Ho cercato di riassumere quella bellissima esperienza altrimenti devo scrivere un romanzo, perché ognuno di loro mi ha dato tanto. E non li ho menzionati tutti.

Siamo tornati a casa a Fagagna molto più stanchi di come siamo partiti, ma orgogliosi dell’Italia che ospita nel suo territorio persone di così grande cuore.

Spero un giorno di tornarci, allenata a mangiare e bere e mi allenerò anche per tutto il resto. Non ritornerò in Puglia impreparata. Avendo visto Tony che avendo la nostra età è ben allenato a tener botto dietro tutta quella muleria (gioventù).

Buona giornata . Lisa

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