Diario dal corona virus 20


Si dice che un bicchiere di vino al giorno leva il medico di torno, ma se ti prendi tre bicchieri si levano anche i pensieri.

Con questo pensiero nella testa mi sono detta, che forse avrei fatto bene a prendermi una bella bottiglia di vino rosso.

Si il rosso, perché ricorda molto le mie guance senza trucco, rosse come se avessi corso la maratona di New York. Premetto che non corro, lo sforzo fisico lo lascio agli altri, anche sudare mi dà noia.

Ho preso una bella bottiglia di Merlot, perché è l’unico vino che conosco e so che mi piace. Va benissimo anche per cucinare, tipo il radicchio, o un brasato.

Non sono una grande bevitrice. Sorseggio dal bicchiere di mio marito e poi in caso lo allungo con l’acqua. Tendo ad allungare tutto con l’acqua, il caffè o il the se sono troppo caldi o il vino se ha un sapore troppo deciso. Il Merlot però lo bevo anche “rudo”.

Vado al negozio, come entro una bottiglia con fare innocente fa capolino dallo scaffale dell’enoteca, tra tutte guardo proprio lei. Mi si avvicina la commessa a chiedendomi se ho bisogno di aiuto, ma io e quella bella bottiglia ci siamo già piaciute.

L’afferro velocemente prima di cambiare idea, et voilà sono alla cassa.

Pago e saluto, la giovane commessa mi apre la porta. Spero sia un gesto di gentilezza e non che mi vuole mandare fuori.

Appoggio la bottiglia sul sedile dell’auto e parto. Mi avvio verso casa, tronfia per il bel acquisto.

Salgo le scale, col pensiero che questa bottiglia mi farà compagnia almeno per una settimana.

Mi viene in mente un frase di un canto “scaravente un tai”. Cosa non darei per andare in qualche frasca, a sorseggiare un po’ di vino, mangiando qualche pezzetto di formaggio.

Guardo l’ora, sono solo le 17:00, che cavolo mio marito se tutto va bene arriva fra un’ora.

Rifletto, perché ormai i miei succhi gastrici si sono già attivati.

Va bé, potrei intanto preparare l’aperitivo. Tagliare il formaggio a cubetti, bruschettare il pane con un filo d’olio e dell’aglio. Intanto accendo il forno.

Prendo due bicchieri e sulla tavola metto quella tovaglietta americana verde che a me è sempre sembrata uno straccio per pulire, ma quella ho e quella metto.

Si, accendo anche una candela, e dato che ci sono un bell’incenso.

Direi che è tutto perfetto, per quando arriva il mio sposo, qui gli sembrerà di essere arrivato nel più bel locale del paese.

Apro anche la bottiglia così vedo se è buono.

Osteria che dura che è, si vede che non sono pratica.

Tira ….tira…gira …tira…

C’è l’ho fatta !!

Ne verso due dita nel bicchiere.

Lo annuso, il profumo è inebriante.

Tutta sola mi atteggio a sommelier esperta. Guardo il colore e lo faccio girare nel bicchiere. Comune bicchiere per l’acqua.

Direi che mi sento molto esperta a questo punto lo assaggio. E’ veramente buono, corposo, con sentore di sandalo e arancio, con una nota di ciliegio e fragola.

Si sto esagerando, sento solo che è buono.

Approvo in pieno il mio acquisto.

La bottiglia appoggiata sulla tavola, mi ammicca, cerco di resisterle, ma lei è così invitante che cedo alla lusinga e mi verso ancora tre dita. A questo punto chiedo al mio dispositivo digitale Alexa di mettere un po’ di musica rilassante.

Dispongo il pane da tostare sulla teglia. Sono le 17:30, vado in dispensa a prendere il barattolo delle olive schiacciate. Le dispongo in un piattino. Termino di tagliare i cubetti di formaggio.

Che meraviglia, cosa si può volere di più?

Sorseggio ancora del vino. Cavoli è proprio buono.

Va bé mi metto altre tre dita, tanto mio marito non si offende.

A questo punto, il forno è caldo e ci metto dentro la teglia.

Resto seduta così in cucina soddisfatta del fatto che mio marito avrà una bella sorpresa.

Queste altre tre dita di vino sono le ultime, poi aspetto che torni il mio uomo.

La bottiglia birichina mi ammicca ancora tre volte da quel che ricordo………

– Lisa , Lisa, ma cosa è questa puzza di bruciato ? –

Sento in lontananza la voce concitata di mio marito.

Apro gli occhi un po’ stordita. – che hai tanto da urlare ?- gli chiedo seccata.

Guardo l’ora è lui arrivato tardi sono le 19:00 passate . Sono un po’ seccata, volevo fargli una sorpresa e lui non è in orario uffa.

– Volevo farti una sorpresa, ho preso una bella bottiglia di vino, e ho preparato gli stuzzichini, perché ti arrabbi? –

Mi guarda allibito : – Cosa hai fatto? Hai bevuto? Inoltre guarda qua che fumo, volevi dare fuoco alla casa? –

In fin dei conti lui ha fatto una sorpresa a me arrivando tardi e io a lui bevendo mezza bottiglia di vino. Così impara a non avvisarmi. Non oso immaginare se ero con l’amate e arrivava prima. L’orario è importante per non avere sorprese.

La morale questa volta è: chi beve solo muore solo e se bevi troppo altro che i pensieri ti viene strappata la coscienza e ti addormenti con la testa sulla tavola “sbavicchiando” come una lumaca.

Buono buono il vino, certo, ma con moderazione.

Buon aperitivo e che sia in compagnia mi raccomando, non lasciatevi ingannare dalla gola, perché il vino non è coca cola, poi vi appisolate come me e bruciate il pane che avete messo nel forno.

Lisa

P.s.: Quando vedi i film americani, che si ubriacano con il whisky, ti rendi conto che hanno dei gusti discutibili. Vi immaginate una donna elegante e raffinata come me che si ingolla di super alcolici?

Forse per sembrare più delicata dovrei buttarmi sul prosecco. Ho capito acqua gasata col limone, e non combino più danni.

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