Diario dal corona virus 18


E dai che si comincia una nuova settimana. Ieri è stata una domenica delle palme bellissima, con il sole e temperatura mite.

La pandemia sembra non demordere, con obbligo di mascherine.

Ieri su sky tg 24, ho visto un documentario sul contagio a Bergamo.

Bergamo è una città che sono riuscita a visitare, perché mia figlia maggiore (Alessandra) per un periodo ha lavorato là.

Che fascino Bergamo alta con il suoi vicoletti, ti sembra di entrare in un’altra epoca.

L’abbiamo raggiunta prendendo la funicolare da Viale Vittorio Emanuele, non abbiamo fatto coda perché era sera , e siamo arrivati a Piazza Mercato delle scarpe (se non ricordo male). E’ suggestiva e panoramica la funicolare. Siamo andati a mangiare un boccone in un locale piccolo ma molto accogliente, la polenta ne fa da padrona nel menù . Per la prima volta ho mangiato il birramisù.

Rivedere quei luoghi in televisione , mi ha dato emozioni contrastanti. Bellissimi i luoghi come li ricordavo, ma tragici perché per strada nel documentario non c’era nessuno. Mi ha fatto ancora più impressione perché il reportage era di una tv inglese, con i sottotitoli in italiano.

Vedersi raccontare da chi viene da fuori, fa uno strano effetto.

Il reporter, vedendo i nostri ospedali, entrando nelle terapie intensive, parlando con infermieri e medici, è stato straziante. Avevo le lacrime agli occhi, nel vedere la stanchezza degli infermieri, medici, e la solitudine degli ammalati. I corridoi dell’ospedale vuoti, nessun parente in attese per fare una visita. Immagini che possa capitare a te, e ti trovi nell’impotenza più totale, sapendo che chi ami muore solo.

Vedere Bergamo così vuota , così silenziosa, e vedere il sindaco Giorgio Gori, alle prese con questa emergenza, narrando anche il suo stato d’animo, ti spiazza.

Esco sul terrazzo del mio appartamento, guardo l’orizzonte e penso.

Guardo questa mia terra verde, risplendere con un tiepido sole primaverile, e penso. Penso alla fortuna che ho a trovarmi qui in Friuli, dove questa malattia sembra più una seccatura, un fastidio per noi lavoratori, che ha bloccato il nostro avanzare.

Penso, che vedere quella Bergamo che per me è stata fonte di gioia quando ero andata a trovare mia figlia, ora è piena di dolore.

Io non sono nessuno per giudicare, ma il narrare questa storia con una lingua inusuale sulla tv italiana, mi ha fatto un grande effetto. La fortuna di trovarsi in Italia con la nostra sanità sempre criticata e sentire il giornalista inglese complimentarsi con noi perché in Inghilterra la sanità entrerebbe in crisi per molto meno.

O anche quel giorno che su youtube ho visto un video di Clio, blogger del trucco è incinta del suo secondo figlio ed è scappata da New York, perché la gente comincia a comprare un sacco di armi, dicendo che gli americani non sono come gli italiani. Lì oltre oceano per nulla ti sparano.

Io sono qui, in Italia forse al sicuro o forse no.

Mi chiedo il come mai nessuna tv italiana ha fatto un reportage di questo genere sui canali pubblici.

Perché vedere e sentire ciò che stanno vivendo le città Lombarde potrebbe risvegliare in noi un po’ di senso civico in più. Smettendo di lamentarci (forse il nostro bel paese non è tanto male). Armandoci di santa pazienza che dicono sia la virtù dei forti.

Quindi mi lascio travolgere dalla pazienza, non per salvare me, ma per salvare noi.

Dico e ribadisco, che non capisco molto di virus, non so quanto sia reale, ma il dolore di Bergamo è reale. Nel rispetto di quel dolore mi armo di pazienza, come un guerriero e attendo come un felino cacciatore di balzare fuori prendendo la mia preda, la libertà, quella vera da condividere con tutti.

Non sarà facile. Se poi scopriremo che questa epidemia era tutta una bufala, non avremmo comunque perso niente, perché avremmo imparato ad avere pazienza, quella bella disciplina che avevamo perso prima, perché tutti sempre di corsa e perennemente in ritardo.

Oggi devo andare a fare la spesa, ha finito un bene di primissima necessità .

Per sopravvivere a questa quarantena, non puoi restarne senza, se hai due uomini in casa è di vitale importanza. Credo che abbiate capito di che si tratta (non è il deodorante). A parte il sapone e la candeggina.

– Si ok prendo anche il caffè. – Si perché ognuno di loro mi chiede qualche cosa di specifico.

– Non pressatemi, non compro dolci. – mi vietano regolarmente le porcherie, dicono per il mio bene. Per non fare polemiche facciamo finta di crederci.

Gli uomini sono noiosi, hanno poca fantasia culinaria. Quindi con loro veramente la spesa è essenziale.

Mi sento fortunata quando vado a fare la spesa. Alla fine ho pazienza anche a fare la coda fuori dal supermercato. Dietro le mascherine a volte non riconosci neanche le persone. Ma io vi riconosco tutti dai capelli, che sono il mio campo di battaglia.

Comunque sia un imbocca al lupo a Bergamo, con la speranza di rivederla vivida e gioiosa come un tempo.

E solo perché una cosa non la vedi non vuol dire che non esista.

Buona giornata a tutti. Lisa

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