Diario dal corona virus 16


Il dilemma dei dilemmi.

Essere o non essere.

Nella carbonara ci metto la panna?

Il coccodrillo come fa?

Ebbene pochi scienziati al mondo sono riusciti a rispondere a questi fondamentali problemi dell’umanità.

Nessuno di essi però ha voluto esporre le proprie scoperte, perché per loro il genere umano non è ancora pronto ad accettarne le risposte.

Per ogni domanda che ci poniamo, la risposta dipende dalla prospettiva in cui ci troviamo.

La prospettiva fa la differenza. E questo gli scienziati lo sanno perfettamente, ragion per cui dicono tutto e non dicono niente.

Il fatto stesso che il mondo si muove al rallentatore nel capire con esattezza come comportarsi con questa epidemia. Tutti arrivano in ritardo. Anche le nazioni più progredite.

La prospettiva del problema cambia a seconda di dove ti trovi. Se non vivi i problemi in prima persona, tendi a sminuirli. Mentre se li vivi in prima persona tendi ad ingigantirli.

In entrambi i casi hai ragione.

Essere o non essere in quella situazione.

Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Dipende dalla prospettiva dalla visione che ognuno ha.

Anche la carbonara se fatta a regola d’arte, risulta cremosa e velluta senza panna.

Se non sei un cuoco provetto usi la panna per creare quel tipo di risultato che piace tanto. La prospettiva dello chef in erba è differente da quello del professionista. Entrambi giungono ad un conclusione, comunque differente.

Questo mio discorso non fa una piega, anche perché a scuola quando si studiava la prospettiva con quelle linee, che servivano a dare la tridimensionalità a un disegno, io risultavo alquanto approssimativa. Ero brava nella raffigurazione del disegno rupestre, dove la prospettiva era pressoché inesistenti.

La mia più alta prospettiva per il futuro, è riuscire ad uscire da questi arresti domiciliari, indenne.

Questo è il tipo di prospettiva che ora riconosco come utile, sul quale poter riflettere.

Questa è la mia prospettiva. La vostra qual è?

E il coccodrillo? Non l’ho dimenticato perché questo è il quesito più importante in assoluto.

Dopo lunghe ed estenuanti ricerche il coccodrillo come fa? Trimbula, cioè emette suoni tremuli sia gravi che acuti.

Trimbulare, ma vi pare che un animale così che ha la bocca dalla forza tre volte superiore rispetto a quella della tigre e del leone e nonostante questo la sua mascella è sensibilissima al tatto più delle dita dell’uomo, lui non fa versi particolari ma trimbula.

In genere, emetto il suono del coccodrillo quando ho mangiato troppo, oppure per non rispondere in malo modo quando mi rimproverano. Io trimbulo per dietro.

Anche in questo caso la prospettiva cambia a seconda dello stato d’animo di chi trimbula, se in maniera grave o acuta.

In definitiva capisco che questo mio saggio di filosofia da quarantena potrebbe risvegliare grandi filosofi come: Platone, Socrate, Cartesio, Karl Marx, Eraclito, Umberto Eco, per filosofeggiare con me su temi di così alto livello. La carbonara in primis, perché ne sono certa, che con la pancia piena sarebbero più propensi a darmi ragione in tutto, anche dopo due bei bicchieri di vino. In quel caso la prospettiva diventa altalenante.

Mentre sfogli vecchie riviste, o dei libri fermi da anni nella libreria, ti ritrovi d’avanti, un mondo pieno stracolmo di ricchezze di pensiero di ogni genere.

Tutta concitata cerchi di carpire il più possibile, immagazzinare dati, per comprendere ciò che ti circonda, delineando figure conosciute da quelle sconosciute, perché ogni pensiero descritto in quell’articolo piuttosto che nelle pagine di qualche libro le riconosci come parte anche del tuo pensiero, ed è così che crei prospettive nuove.

Dipende sempre da dove ci troviamo, se al centro di una stanza, in un angolo, sul soffitto, oppure all’esterno guardando dal buco di una serratura. Tutto è uguale ma tutto cambia. Vedi particolari che in un altro punto della stanza non vedresti. Come la polvere sotto al divano, magari sai che c’è ma fino a quando non ti pieghi per guardare sotto, potevi anche ignorarla.

La prospettiva è ciò che ci fa giudicare le cose nel bene e nel male.

Essere. Questa è parola essenziale.

L’importate è essere, tutto il resto è inganno, perché da ovunque guardi le cose non vedrai mai realmente l’insieme. Allora resta nel tuo centro. Risparmierai a te stesso una carbonara venuta male così non dovrai trimbulare per dietro.

Che questo sabato pieno di serie tv, fette di torta, e qualche aperitivo con i vostri coinquilini, possa essere d’ispirazione per un domani, tra bagno e divano (adesso ho capito a cosa serviva l’argenteria, a passare la quarantena in allegria tra una forchetta e un cucchiaino magari mi rompevo anche un pochino, ma l’argenteria non c’è l’ho allora mi annoio per un altro po’).

Buona giornata. Lisa

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