Diario dal corona virus 13


Guardo questo schermo bianco, ricercando pensieri positivi. Per non scadere nella frustrazione che mi assale dovendo restare a casa.

Potrei cominciare a fare polemica, contro il governo, contro l’opposizione, contro l’Europa.

Eppure questa pagina bianca, mi mette in pace con me stessa. Il nulla di questo schermo azzera per qualche ora ciò che accade al di fuori di esso.

Quel vuoto prende vita.

Mi lascio trasportare, mi faccio coinvolgere da quelle immagini che nella mente si rincorrono, per dare vita ad un sorriso o ad una emozione, assopita o dimenticata.

Quando ero bambina adoravo scrivere. Mi cimentavo con racconti e poesie. Il tutto per emozionare la mia anima, che riteneva che la vita non fosse così interessante.

Ed eccomi lì con la testa china su un foglio, con gli occhiali spessi, e le dita abbracciare una penna per farla danzare su quel pezzo di carta, rilasciando ad ogni giro un’indelebile tracciato di infantili verità.

Si perché immaginavo di essere così saggia e d’avere la verità assoluta. Credevo di poter cambiare il mondo. Invece il mondo mi ha cambiata, frustandomi ogni qualvolta alzavo il viso da quel foglio bianco. Si perché il riparo più sicuro erano i miei pensieri. Le parole che costruivano immagini, fotografie, quadri. Mi affascinava vedere le cose attraverso le parole.

Ancora oggi mi stupisco di come certi scrittori, poeti, riescano a dare forma e vita ai personaggi dentro la mente del lettore. Una parola, messa in quel contesto fa la differenza.

Che magia è la scrittura e di conseguenza anche la lettura.

Oggi desidero riportarmi nel mondo della poesia. Quella tecnica meravigliosa che ti porta a dire tanto in poche parole. Il massimo dell’espressione umana credo. Gli sms, a loro insaputa sono così brevi che rasentano la poesia. In poco devi dire tanto e fare in modo di non essere frainteso. Quanti di noi si sono offesi per un messaggio scritto male?

Premetto che non sono ne scrittore ne poeta. Ma è il mio diario e nei diari viene scritto di tutto. Anche in questo ovviamente.


La metafora

Osservo il mondo in silenzioso

per non disturbare.

Ripeto un mantra che non potrò

più scordare.

Resto a casa, resto a casa,

perché fuori c’è una guerra silenziosa

non violenta, ma è come una penitenza.

I soldati combattono senza sosta,

perché il nemico è invisibile e ardito,

non guarda in faccia nessuno e

se ti prende, tu non potrai far l’indifferente.

Denunciarti dovrai, perché come ospite

lo porterai, anche se a volte a tua insaputa

potrai essere un pericolo per un’altra vita.

Ed ecco allora che ti

ritrovi a scontare una pena, senza reato,

è per questo ti senti incavolato.

Ma questo è un male oscuro e incerto e come il Cristo

nel deserto, dovrai combattere a cuore aperto

contro i demoni della tua mente e a volte non ti fan

capire niente.

Il deserto è la tua casa da ripulire da una vita

di illusioni.

Ecco che questa malattia ci prende i polmoni.

Con il fiato corto, devi rallentare

solo così puoi osservare.

E riscoprire nel tuo deserto chi realmente

avevi perso.

Osservando i tuoi vecchi e i tuoi bambini

riscoprendo quei valori Divini

dimenticati nell’oblio del possedere

tutto ciò che la materia ti poteva dare.

Il messaggio è forte e chiaro.

Fermati un attimo a respirare

e ricomincia a godere dell’essenziale.

La compagnia dell’altro, senza inganno e senza sfarzo.


Anche per oggi mi sono divertita come da bambina. Tra una parola e un respiro.

Ringrazio anche questa sosta dalla vita frenetica che avevo prima, che non mi portava più a fermarmi su un foglio bianco.

Ovviamente nel rispetto di chi, in questi giorni ha perso qualcuno che amava.

Che il sacrificio di queste vite non sia andato vano. Che la nostra natura umana si evolva e migliori.

Buona giornata. Lisa

Share Button