Diario dal corona virus 11


Altro giro altra corsa. Inizia una nuova settimana.

Corsa? Ma quale corsa.
Altro giro per la casa e fortunatamente per il terrazzo.
Una corsa, la vedo dura.
Tanto, neanche prima correvo, quindi cambia poco. Mi sa che mi sono allenata tutta la vita a non fare nulla di che, così ora che sono a casa, non mi accorgo tanto della differenza.
La mia pigrizia è la mia salvezza.

In compenso però osservo.

Prima della pandemia, si parlava della violenza domestica sulle donne o sui bambini.

Ascoltavo rapita le storie di queste mal capitate. Mi saliva una rabbia feroce, perché alcune difendevano il loro aguzzino, altre morivano, altre ancora sopportavano stoicamente la tragica situazione in cui erano cadute.

Un giorno mentre facevo i capelli a una mia cliente che è psicologa le rivolgo questa domanda:

– Perché quelle donne non si ribellano, non si vendicano. Se sono io di quell’uomo non resterebbe neanche l’ombra. Certo perché se non lo riempio di botte mentre dorme, assoldo un manipolo di ragazzoni violenti che lo picchino dietro ad un vicolo al buio, tanto per fargli provare cosa vuol dire essere aggrediti e non riuscire a difendersi. Perché sembro buona, fino a quando non mi pungoli. –

La mia cliente mi rispose: – A te non potrebbe capitare perché non hai una personalità da sottomessa, certe persone, non hanno la forza o la determinazione per reagire e soccombono fino alla morte. E’ qui che entriamo in ballo noi psicologi, per aiutare queste persone a trovare la forza di fare le scelte giuste per la loro sopravvivenza.-

Già la sopravvivenza. Come faranno in periodo di quarantena queste persone da sole a sopravvivere 24 ore su 24 con i loro vessatori.

Mi sento fortunata, perché a casa mi sento al sicuro. Non temo mio marito o mio figlio. (direbbero che sono loro le vittime della situazione e io il tiranno) Posso riposare, chiudere gli occhi e non stare all’erta. Se un piatto cucinato non è dei migliori, al massimo mi prendono in giro del tipo: – si è buono – dicono – ma è meglio che non lo fai più.-

Mi si raggela il sangue, quando penso a quelle mani grosse, che vengono usate come armi su quei corpi rannicchiati nella speranza i proteggersi.

E’ inaccettabile. Questi maschi che si sentono tali solo quando sottomettono la loro compagna o i lori figli. Perché in queste case ci sono anche bambini e bambine che subiscono degli abusi.

Noi tutti sappiamo di queste angherie, nessuno però sa come arginare questo mostro pericoloso, perché tutto si svolge nell’intimità di una casa. Quella stessa casa che dovrebbe proteggerti diventa la tua prigione. Quella famiglia che dovrebbe essere il tuo nido sicuro, diventa il tuo campo di battaglia.

Si pensa sempre che certe cose accadano nelle famiglie più povere, dove non c’è cultura. Non è così, perché il buon senso e l’empatia, non ha niente a vedere con il ceto sociale o con il livello di istruzione. Dentro di noi c’è una terribile bestia. Certo il 90% delle persone nel mondo sa dominarla perfettamente. Mentre un buon 10% la lascia libera di fare quello che vuole, perché non sa riconoscerla e fermarla. Anzi molti si vantano esaltandola, quindi prende sempre più forza lasciandoli credere di essere imbattibili.

La vera forza è saper dominare la bestia, non lasciarla uscire a scorrazzare a suo piacimento.

Il carnefice lascia uscire la bestia, la vittima ha dimenticato di averla dentro di se, magari anche più forte e determinata di quella del carnefice. Ecco perché non c’è reazione.

Le mie preghiere vanno ad entrambi, sia al carnefice affinché venga aiutato a dominare la bestia, sia alla vittima che abbia il coraggio di liberarla per proteggersi.

Perché entrambi sono vittime della paura, dell’orgoglio, del dominio, della nostra stessa società.

Premetto che le donne fin nella notte dei tempi sono state trattate male. Stuprate ( non riesco neanche a scrivere questa parola, l’ho sbagliata quattro volte), picchiate, torturate ecc. Perché la creatura che dà la vita deve venire massacrata e denigrata. Credo solo ed esclusivamente per il potere. Perché comunque non c’è potere più grande che quello di dare la vita, e non c’ è potere più grande di quello di dare la morte.

Eppure nessuno capisce che tutte due sono la faccia della stessa medaglia. Il bene e il male non possono esistere l’uno senza l’altro.

L’uomo e la donna, il giorno e la notte, il freddo e il caldo, il bello e il brutto, il buono e il cattivo. Dipende sempre da noi scegliere da che parte stare.

Spero che presto questo mondo di violenza finisca, per il bene di coloro che non sanno di avere la “bestia” per potersi difendere.

Io so di avere la bestia, so che si attiva se mi sento in pericolo. Quando l’ho vista dentro di me mi ha fatto paura, ma ora nei momenti difficili è mia alleata. Ho imparato a dominarla. Non la lascio libera d’ andare a ferire gli altri, ma le chiedo aiuto quando gli altri vengono a ferire me.

Se sappiamo di qualcuno che è in difficoltà non giriamo la testa dall’altra parte, per paura di vedere. Ma guardiamo con gli occhi bene aperti, perché se si sentono osservate le bestie in genere si quietano. Ad esempio, osservate i bambini molesti; cosa fanno quando gli adulti non li guardano? Continuano indisturbati a fare dispetti o a picchiare il più debole. Ma appena l’adulto lo guarda anche senza dire niente il bulletto si ferma, facendo finta di niente.

La bestia ama seviziare il più debole dentro le mura domestiche perché nessuno lo vede, perché se c’è qualche osservatore esterno, la bestia viene repressa perché si attiva quella che noi chiamiamo coscienza.

Quindi non giriamo lo sguardo.

Buona giornata a tutti. Lisa

P.S.: Colgo l’occasione di ringraziare tutti coloro che ogni giorno continuano a leggere le mie farneticazioni. Anche perché se la quarantena si prolunga ancora per molto (come ha detto mio marito) invece di scrivere il diario dal corona virus dovrò scrivere l’enciclopedia del corona virus.

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